Riunione oggi della IV Commissione Parlamentare ARS a cui prenderà parte quale firmatario del disegno di legge popolare n. 158, l'ex sindaco di Menfi, Michele Botta, lui che non concesse le reti idriche della città all'Ato. "In commissione difenderò anche in questo caso, l'acqua pubblica dalle ultime aggressioni da parte della politica nazionale" dichiara Botta.
La Camera, ha recentemente approvato il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014, cancellando un articolo che impediva i distacchi del servizio idrico e garantiva il diritto all'acqua tramite il minimo vitale. Infatti, la formulazione originaria di suddetto provvedimento conteneva tre articoli sulla gestione del servizio idrico integrato, uno dei quali riguardante la disciplina della morosità. In caso di utenti morosi l'articolo 26 imponeva ai gestori l'istallazione di limitatori di flusso idonei a garantire la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona, evitando così il distacco completo.
Questa soppressione è un vero schiaffo in faccia alle miglaia di famiglie colpite, giornalmente, dai distacchi idrici da parte di gestori che utlizzano questo strumento in modo diffuso e indiscriminato, al solo scopo di rendere più efficace il proprio recupero crediti e più consistenti gli utili aziendali.
"In un momento in cui il Governo Renzi lavora alle nuove privatizzazioni - dichiara l'ex sindaco - si vuole rendere il servizio idrico ancor più appetibile alle lobbies economiche e finanziarie, cercando di dimostrare che l'acqua non è un diritto, ma una merce come le altre".
Il disegno di legge popolare, votato da 135 consigli comunali e dalla provincia di Messina e forte della sottoscrizione di oltre 35mila siciliani, prevede norme atte ad impedire tali distacchi per morosità che, in provincia di Agrigento, hanno provocato addirittura la morte di un anziano per infarto.
"Ora più che mai è importante non abbassare la guardia, continuando a difendere l'acqua in prima linea" conclude Michele Botta.