Crollo ponte Verdura: la CGIL di Ag scrive a Napolitano

Crollo ponte Verdura: la CGIL di Ag scrive a Napolitano

Del crollo del viadotto Verdura sulla SS115, la CGIL agrigentina scrive al presidente Napolitano facendo riferimento a quanto scritto all’epoca della presidenza Ciampi, quando si dovette risolvere la biblica questione del “dragaggio del porto di Empedocle”.
In una lettera a firma del segretario generale, Massimo Raso, si denuncia il modo per come è stata affrontata la questione dagli Organi Istituzionali, cioè scrive la cgil, come una pratica burocratica ordinaria, pur sapendo che il “fattore tempo” è decisivo per la riattivazione della viabilità civile, commerciale e turistica.
Un problema che la cgil pur ritenendo di non essere di carattere nazionale è di vitale importanza per l’economica della provincia, un’economia, di per sé fragile,  già disastrata dalla crisi che ha già messo in ginocchio imprese e lavoratori, e che adesso è chiamata a fare i conti con il crollo di un ponte. Un piccolissimo Ponte sul Fiume Verdura, tra Ribera e Sciacca, crollato il 2 febbraio e che da allora ha interrotto il già gracile collegamento (la SS.115) che consente alla Sicilia Orientale di comunicare con quella Occidentale attraverso la Provincia di Agrigento: un danno enorme per l’economia ed una estrema sofferenza per i pendolari costretti da una deviazione che allunga il percorso di 1 ora tra strade impervie ed insicure dell’interno agrigentino.
La Cgil critica quello fin’ora fatto dagli organi preposti, e non si dice convinta della soluzione adottata dall’Anas e dal Genio Civile, più costosa e per la  quale si impiega più tempo, che mira ad affrontare l’emergenza con la collocazione di enormi tubi in ferro sull'alveo del fiume su cui creare una carreggiata di emergenza. Soluzione questa dai tempi non sicuramente brevi secondo la cgil considerato che l’Anas ha tenuto, per oltre 2 anni, chiuso il Ponte sul Belice, facendo il paragone con  il Giappone dove in 14 giorni hanno ricostruito 100 Km. di autostrada!
La CGIL continua a ritenere che la soluzione più efficace, più veloce e più economica ci sia e si chiama “Ponte di Bailey” come intervento in grado di superare l’emergenza, utilizzando il “Genio pontieri” dell’Esercito Italiano.
All’emergenza occorre risponde in tempi brevissimi, e sono passati 20 giorni: qui si teme che la burocrazia faccia vittima un’intera Provincia e questa Provincia non può più aspettare!
Per questo, la Cgil scrive al Presidente Napolitano a cui chiede l’intervento del Suo alto ufficio affinchè con in tempi celeri si torni a transitare su quel ponte e a riattivare la civiltà in questa parte di Paese.
 

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