Cutrò "consulente antimafia" del comune di Busto Arsizio

Cutrò “consulente antimafia“ del comune di Busto Arsizio

C’è anche Ignazio Cutrò, l’imprenditore di Bivona, attuale presidente dell’Associazione Italiana testimoni di giustizia tra i cinque membri del comitato che il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, ha scelto per la tutela della legalità e la lotta a tutte le mafie. Un gruppo di "Combattenti", come li ha definiti il primo cittadino del comune in provincia di Varese, che avranno il compito di affiancare l’amministrazione comunale per individuare eventuali rischi di infiltrazioni mafiose e per predisporre gli opportuni correttivi. Una missione non facile per questi uomini in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.
Con Cutrò anche Maurizio Grigo, procuratore capo della repubblica di Varese e di Campobasso, Walter Fazio già questore, giudice di pace e primo dirigente della locale questura ed amministratore pubblico, che sarà il presidente effettivo del comitato,  Aldo Pecora fondatore e presidente di Ammazzateci Tutti e Francesco Calderoni, ricercatore di Transcrime, il centro di ricerca diretto da Ernesto Ugo Savona sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’Università degli studi di Trento.
La prima riunione del comitato antimafia si è tenuta nell’aula consiliare di Palazzo Gilardoni a Busto Arsizio. “Il nord è come la Sicilia di 20 anni fà”, ha esordito Cutrò, facendo un’analisi della regione Lombardia in cui “gli imprenditori non denunciano e molto spesso nutrono paura verso i mafiosi e dove i commercianti non hanno ancora capito quale fondamentale ruolo possono ricoprire. L’imprenditore siciliano che ha detto “no” ai suo estorsori e che denunciando ha complessivamente comminato 66,5 anni di carcere, ha  espresso il desiderio di  dare avvio ad un “network positivo per tutte quelle persone che inizieranno a denunciare, anche qui al nord».
D’accordo sul concetto di Cutrò Walter Fazio, il dirigente della questura di Busto Arsizio, secondo cui “oggi  la mafia uccide al sud ma investe al nord  ed proprio per questo che  non ci sono zone franche nella lotta alla criminalità organizzata”.
Che la mafia fosse anche un grave problema del nord lo aveva dichiarato già nel 2002 lo stesso procuratore capo della Repubblica di Varese e Campobasso, Maurizio Grigo, presidente onorario del gruppo. In un studio aveva dimostrato la pervesività del fenomeno mafioso anche al nord.
 

 

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