Il comitato dell'Unesco, riunito nella sua sessione annuale nella capitale cambogiana Phnom Penh, ha dichiarato oggi il monte Etna patrimonio mondiale dell'umanità, definendolo uno dei vulcani «più emblematici e attivi del mondo».
L'agenzia dell'ONU ha inoltre aggiunto che l'Etna, il più importante vulcano europeo la cui attività è conosciuta da almeno 2.700 anni, ha «una delle storie documentate di vulcanismo più lunghe del mondo. I crateri della vetta, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove fanno dell'Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e per l'istruzione. Esso continua ad influenzare la vulcanologia, le geofisica ed altre discipline della Terra. La sua notorietà, la sua importanza scientifica e i suoi valori culturali e pedagogici sono d'importanza mondiale» conclude l'Unesco.
Il ministero dell'Ambiente ha così commentato l'inclusione del vulcano nella lista Unesco: «Un risultato importante che riconosce l'unicità del patrimonio naturale italiano, il valore delle politiche nazionali di conservazione e il lavoro svolto negli ultimi anni dal Parco dell'Etna e dal Ministero dell'Ambiente, che nel gennaio 2012 ne ha patrocinato la candidatura».
La notizia era stata anticipata il 3 maggio, ma in maniera non ufficiale, dal neoministro dell'Ambiente Andrea Orlando.
Dunque l’Etna (noto come "Mungibeddu" o "'a Muntagna" in siciliano) è da oggi ufficialmente un bene di tutti. Un importante riconoscimento di cui va fiera l'Italia intera, e in particolar modo la Sicilia e la città di Catania.
L'Italia è la nazione con il maggior numero di siti, ben 47, inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità.