"Indennita di funzione" per gli 11 capigruppo all'Ars. 1.160 euro per bonus mensile

“Indennita di funzione“ per gli 11 capigruppo all'Ars. 1.160 euro per bonus mensile

Mentre è in corso l’inchiesta giudiziaria sulle “spese folli” di ex e attuali deputati e capogruppi all’Ars e di alcuni dipedenti, arriva un’altra notizia dal fronte stipendi ai politici. L’aumento di 1.160 euro al mese per gli 11 capigruppo in Regione. L’hanno chiamata “indennità di funzione” e va ad aggiungersi agli attuali 11.100 euro al mese.
Ebbene qualcuno potrebbe dire che però si sono adeguati alla spending review di Monti, "riducendosi" dopo un anno, lo stipendio. Ma è   pur vero che non hanno perso tempo ad inventarsi un’altra indennità per dare respiro al loro “misero” portafoglio.
Il tutto legittimamente possibile: infatti la legge sulla spending review, impone da un lato un tetto massimo per lo stipendio dei deputati, dall’altro delega al consiglio di presidenza dell’Ars la determinazione delle cosiddette indennità di funzione, ovvero le somme extra percepite da alcuni parlamentari.  Un ulteriore regalo ai parlamentari,un piccolo extra: 1.160 euro in più al mese per ognuno capigruppo. Così il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone può contare su 2.700 euro di bonus ogni mese, i vicepresidenti a 1.800 euro, mentre i deputati questori si fermano a un extra di 1.622 euro. Un bonus di 1.159 euro è previsto anche per i presidenti di commissione, mentre i vicepresidenti trovano in busta paga un’indennità suppletiva di 290 euro.
Un bonus previsto anche al capogruppo del Movimento Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri, che però ha pesantemente criticato l’operazione. “Noi abbiamo sempre rifiutato le indennità di funzione. Mi sembra però assurdo inserire una somma del genere per una figura che ha sì una posizione politica e un peso lavorativo maggiore rispetto agli altri ma non è una funzione parlamentare riconducibile a un’attività pubblica. Abbiamo rinunciato e chiederemo al Presidente dell’Ars di farci entrare nel Consiglio di presidenza. Se ci fossimo stati noi non sarebbe mai stata approvata, invece avviene tutto nel silenzio”.
Per correttezza di cronaca bisogna dire che originariamente anche il Movimento Cinque Stelle era rappresentato in consiglio di presidenza, con Antonio Venturino alla vicepresidenza dell’Ars, però, espulso dal Movimento dopo aver rifiutato di restituire parte dello stipendio, ma non si è mai dimesso da vicepresidente dall’Ars, chiedendo anche l’utilizzo dell’auto blu, che aveva invece rifiutato quand’era nei ranghi dei Cinque Stelle.


 

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