Il governo va avanti con il taglio delle province ma rinuncia a ridurre i ponti accorpando le festività, almeno nel 2012.
Questa mattina Il consiglio dei ministri ha infatti approvato i criteri per il riordino delle province, che per sopravvivere dovranno avere almeno 350.000 abitanti ed estendersi su una superficie non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati.64 Province italiane su 107 rischiano di essere accorpante.
Tradotto in termini pratici, per la Sicilia si determinerebbe un taglio di 5 delle 9 province. Infatti si salverebbero,secondo i criteri previsti dal governo, Palermo, Agrigento, Catania e Messina, mentre Trapani,Caltanisetta, Enna, Ragusa e Siracusa, non rispondondendo ai requisiti, protrebbero quindi subire un accorpamento. (Leggi l'elenco completo delle province italiane che verranno accorpate)
"A livello di Regioni ordinarie l'esito potrà portare a un numero [di tagli] con qualche unità di approssimazione intorno alle 40 province e alle 10 città metropolitane- spiega il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi-Nei prossimi giorni l'Esecutivo trasmetterà i criteri al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali. Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze vengono devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto 'Salva Italia')."
Il governo, per buona pace dei lavoratori, ha invece stabilito di non procedere ad accorpare le festività per aumentare il numero di giorni lavorativi.