E' stato presentato a Palermo, il Rapporto 2013 sulla Pesca e sull’Acquacoltura in Sicilia previsto dalla Legge Regionale n° 16 del 2008 e redatto dai componenti dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, presieduto dall’Ing. Giuseppe Pernice. I dati dimostrano il ridimensionamento del comparto peschereccio. Alla data del 31 dicembre 2013 l’intero compartimento marittimo siciliano ha contato 2.892 battelli contro i 2.949 al 31 dicembre del 2012 e i 3.035 al 2011. Positivo invece il dato che riguarda la costruzione di battelli: 9 nel 2013 contro i 4 costruiti nel 2012, questo è pertanto un dato in controtendenza rispetto a quanto registratio negli ultimi anni con la crisi della cantieristica navale. Un altro dato in controtenza rispetto agli anni precedenti rigurda la riduzione della flotta peschereccia: nel 2013 si sono persi 57 battelli, nel 2012 si erano persi 86 battelli a fronte della politica delle demolizioni sostenuta dall’Ue.
A fronte di tali dati, se nell’intero 2013 hanno perso il lavoro circa 300 pescatori (400 nel 2012), di riflesso si sono persi 500 posti di lavoro nell’indotto; nel complesso così la filiera ittica ha perso 800 posti di lavoro. In Sicilia nell’anno 2003 gli occupati erano ancora circa 18.000, di cui 10.535 occupati direttamente nella pesca marittima; alla fine del 2013 la cifra complessiva degli occupati risulta di circa 7.500 lavoratori. Il costo del gasolio continua pesantemente a condizionare la pesca siciliana: i consumi energetici sono infatti i costi più rilevanti per questa attività e incidono per quasi il 60% sui costi complessivi di gestione dell’attività. Nel corso del 2013 il prezzo medio del gasolio non ha avuto grosse impennate, mantenendosi stabilmente sui valori medi di circa 0,70 €/litro: da circa due anni, il prezzo si mantiene nella fascia 0,70-0,80 €/l assicurando, per così dire, una certa stabilità sui costi di gestione. Pur in presenza di questa sostanziale stabilità del prezzo del gasolio, la crisi economica del settore si è aggravata rispetto agli anni precedenti per una serie di fattori che sono stati evidenziati anche precedentemente: sono infatti aumentati notevolmente i costi di gestione complessivi dell’attività e, soprattutto per i motopescherecci impegnati nella pesca d’altura nel Canale di Sicilia, il fattore di rischio connesso alle controversie internazionali a causa delle pesanti multe pagate ai paesi rivieraschi della sponda Sud del Mediterraneo. Inoltre hanno pesato sulla crisi la diminuzione dei prezzi di vendita del prodotto, anche a causa delle forti importazioni dall’estero e la maggiore difficoltà di distribuzione del prodotto. Soprattutto la pesca a strascico nel Canale di Sicilia, la cosiddetta pesca industriale, è stata penalizzata da questi fattori: al costo giornaliero di gasolio di circa 1100 € deve essere spesso sommato il rischio di una spesa aggiuntiva per multe da pagare ai paesi frontalieri.
La flotta peschereccia più consistente in Sicilia risulta ancora quella operante a Mazara del Vallo con 221 natanti (121 con licenza rete a strascico), una stazza complessiva di 18.623 GT (stazza media per natante 84,26 GT) e una potenza motore complessiva di 55.328 kW (potenza media per natante 250,3 kW). Nel 2012 secondo il Rapporto Annuale Mazara del Vallo contava 224 natanti di cui 123 con licenza di pesca a strascico (la stazza complessiva si attestava a 19.278 GT, mentre la stazza media di un natante risultava 86,06 GT, la potenza media di un natante era 247,3 KW. “Il Rapporto 2013 sulla pesca e sull’acquacoltura in Sicilia è uno strumento che arriva al momento giusto per avviare la programmazione delle politiche della pesca in Sicilia. Dobbiamo cambiare prospettiva rispetto agli anni passati, bisogna riacquisire la cultura del mare e la pesca siciliana fa parte di questa cultura. Il Governo regionale ha riorganizzato il Dipartimento della Pesca. In questa nuova prospettiva ribadiamo l’importanza del Distretto della Pesca e dell’Osservatorio del Mediterraneo della Pesca, soltanto tutti insieme possiamo dare una svolta che i pescatori siciliani si aspettano da anni”. Questo è quanto dichiarato dall’Avv. Ezechia Paolo Reale, Assessore regionale all'Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca.