Si chiamerebbe reddito o assegno di dignità per disoccupati, inoccupati, precari che percepiscono un reddito che non determina la perdita dello status di disoccupati e lavoratori in aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari. La proposta viene dai deputati a 5 stelle alla regione che propongono un fondo destinato a quei cittadini residenti in Sicilia da almeno 12 anni, iscritti nelle liste di collocamento. Propongono di destinare 110 milioni di euro recuperati in bilancio, tramite tagli alle spese per la giunta regionale e per dirigenti a vari livelli (spese per comunicazione, viaggi e consulenze) , abrogazione di articoli già presenti in Finanziaria per i cantieri scuola, per il reddito minimo di inserimento, e il rastrellamento di parecchie delle indennità accessorie previste per la Giunta. E non solo, anche 7 milioni di euro che arriverebbero dal taglio delle sedi di rappresentanza di Roma e Bruxelles che potrebbe allargare la forbice dei soggetti fino a oltre 20 mila. 440 euro al mese l’assegno di dignità il cui importo sarebbe pari a quello elargito dall’Inps come pensione sociale.
Ma i grillini prevedono anche nuove risorse per il Fondo per il Microcredito.
E’ arrivato in commissione Attività produttive il via libera all’emendamento che dirotta i 3 milioni previsti per la comunicazione istituzionale, al Fondo per il microcredito, inserito in Finanziaria per volontà del M5S e che già può contare su circa 350 mila euro, derivanti dalla restituzione di gran parte dello stipendio fatta dai grillini da inizio legislatura.
La partita si sposta in Commissione Bilancio, prima, e in Aula poi. I parlamentari del Movimento si dicono fiduciosi per un positivo esito della battaglia.