Lo scorso 9 marzo è stata presentata l’anteprima della 10° edizione dell’Annuario Statistico della Regione Siciliana. Il volume, frutto di sette anni di collaborazione tra la Regione Siciliana e l’Ufficio regionale dell’ISTAT, costituisce un utile strumento di conoscenza di una realtà regionale fra le più complesse d’Italia attraverso la pubblicazione di dati e informazioni atti a descrivere le variabili che più efficacemente descrivono il contesto socio-economico siciliano.
Fra le risultanze più significative che si possono ricavare dal volume, è da rilevarsi una lenta ma costante crescita del numero degli abitanti dell’Isola. La popolazione residente in Sicilia risulta pari a 5.051.075 abitanti (8,3% del totale nazionale), superiore di 8.073 unità a quella rilevata l’anno precedente. Il saldo migratorio si mantiene positivo ed in crescita rispetto al 2009 (109.182 iscrizioni anagrafiche nell’Isola contro 101.207 cancellazioni). L’invecchiamento della popolazione non risparmia la Sicilia e fa sì che le classi d’età più giovani (15-39) perdano peso sul totale della popolazione in età di lavoro (15-64). Il tasso di occupazione della regione (47.9%) mantiene nel 2010 un forte scarto negativo rispetto alla media nazionale (56,9%). Nello stesso anno, il 47,6% delle famiglie siciliane ha dichiarato che la propria situazione economica è peggiorata rispetto al 2009 (la quota dell’anno precedente era pari al 56,3%), registrando un valore superiore rispetto al corrispondente dato a livello Italia (43,3%).
Per quanto riguarda il capitolo che riferisce sul censimento dell’agricoltura 2010, si possono avere dalla sua lettura le misure di una forte crescita, rispetto al 2000, della dimensione media delle aziende (da 3,67 ettari a 5,49) e delle superfici agricole riferibili alle aziende con più di 50 ettari (dal 24% al 33% del totale).
Nel capitolo sulla finanza comunale, emerge invece, tra gli altri, il dato della scarsa autonomia finanziaria dei comuni siciliani: le entrate proprie totalizzano mediamente il 40% delle entrate correnti, contro il 60% nazionale.