La condizione che dilaga nelle carceri italiane è critica, specie nelle carceri siciliane dove il problema è maggiormente sentito. A denunciarlo è Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons e candidato alla carica di Garante dei detenuti in Sicilia, che è intenzionato ad avviare la procedura per la presentazione di una class action per la tutela dei diritti dei detenuti che parte dalla Sicilia e presto si estenderà alle altre strutture di detenzione italiane, da proporre direttamente davanti la Corte Europea dei diritti dell’uomo.
L’8 gennaio 2013 – spiega Tanasi - la Corte Europea dei Diritti Dell’Uomo, alla luce del grave problema del sovraffollamento delle carceri italiane e più in generale delle condizioni disumane in cui i detenuti sono obbligati a vivere, ha ravvisato una violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e ha obbligato lo Stato italiano, oltre a risarcire i ricorrenti, “…ad offrire una riparazione adeguata e sufficiente in caso di sovraffollamento carcerario”.
In Sicilia, in vetta alla classifica tra capienza e presenze, il “Pagliarelli” di Palermo che conta 1350 carcerati rispetto agli 858 consentiti, a seguire l’istituto di pena di contrada Petrusa ad Agrigento che ospita 435 detenuti contro i 269 come da capienza. Non è di meno il “Bicocca” di Catania con i suoi 268 ospiti rispetto ai 141 oppure sempre a Catania il “Piazza Lanza” con 484 contro i 355. Trapani non è messa meglio: 502 detenuti contro i 324 possibili.
La situazione resta gravissima e appare particolarmente allarmante, detenuti costretti a vivere quotidianamente in condizioni disumane nelle carceri sovraffollate del nostro paese, potranno così finalmente agire per ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Sul sito www.codacons.it l’associazione ha pubblicato una pagina dove i detenuti possono già fornire una preadesione all’azione collettiva che partirà in Sicilia e verrà presto allargata al resto d’Italia.