La Ryanair ha previsto la riduzione dei voli da e per Trapani-Birgi per il 2014. Saranno infatti presenti 3 soli veicoli e, ad esempio, il collegamento con Roma Ciampino sarà possibile solamente una volta al giorno e potrebbe anche essere soppressa la tratta per Milano. Le notizie sono ufficiose e derivano dalla scelta imposta alla low cost per i nuovi assetti che sono stati dati agli slot dello scalo romano. "Queste circostanze, a tutti note, ci preoccupano - ha commentato il presidente dell'Airgest Salvatore Ombra - anche perché non possiamo fare nulla”.
I comuni trapanesi dovranno decidere nelle prossime ore se sostenere economicamente la società di gestione dello scalo di Birgi e dunque permettere il rinnovo del contratto con la compagnia di voli irlandese Ryanair. E’ necessario il versamento di una quota che secondo la bozza di accordo dovrebbe provenire dalla tassa di soggiorno di almeno 2 euro al giorno; tassa che è stata introdotta solo da tre Comuni su 24: Erice, Favignana e San Vito Lo Capo, che contano su numerosi posti letto, cosa che i piccoli centri non possono garantire. Il 75% dei fondi così incamerati dovranno essere destinati a finanziare le iniziative di co-marketing della Ryanair. Servono infatti 2 milioni e 40 mila euro secondo il contratto per garantire la gestione dello scalo e anche il servizio della Ryanair. Ieri in prefettura si è svolto un ulteriore incontro, dal quale però non è venuto fuori niente di positivo. E oggi il prefetto lancia l’ultimatum: entro 24 ore tutti i comuni del trapanese dovranno decidere se applicare la tassa di soggiorno.
“L’assegnazione degli slot dipende da Assoclearence, dichiara il presidente dell’Airgest - l'attribuzione delle tratte onerate da ministero dei Trasporti e dalla Regione. Auspichiamo che le forze politiche, sociali ed economiche del nostro territorio sappiano individuare una linea di intervento". La Regione infatti è socio pubblico con il 49% delle azioni. Si è proceduto alla ricapitalizzazione della società, ma il sostegno del governo regionale al momento è rivolto all’aeroporto di Comiso, con un contributo di quasi 4 milioni di euro. I sindaci dei comuni trapanesi lamentano questa disparità di trattamento, anche perchè su Comiso la Ryanair non fa scalo.
Per il Movimento Turismo e Territorio, “i rischi e le conseguenze di un mancato rinnovo o di un ridimensionamento della collaborazione sarebbero drammatici, sia per l’aeroporto, sia per il territorio. La riduzione dei voli operati dalla Ryanair su Birgi provocherebbe un’implosione dell’economia locale e un crollo delle prospettive di vita di tutti i cittadini della Sicilia occidentale, con un tragico salto indietro nel tempo”. L’arrivo di Ryanair a Trapani ha comportato un vero e proprio boom del turismo con ricadute positive sull’intera economia della provincia. Dal maggio del 2009, in base a un accordo commerciale quinquennale, il Vincenzo Florio è diventato la base operativa della Ryanair. Grazie a quell’accordo, già quell’anno, le destinazioni coperte con voli di linea, passarono dalle 15 del 2008 a 22, di cui 10 nazionali e 12 internazionali, con il raddoppio del numero di passeggeri, da mezzo milione a un milione, permettendo in tal modo allo scalo trapanese di posizionarsi tra i primi 20 scali nazionali. Oggi, la compagnia irlandese copre la quasi totalità dei voli da e per Trapani. Molto più limitata, la presenza delle compagnie, Darwin, Air One e Alitalia . Adesso tutto potrebbe cambiare!