Sono trascorsi 45 anni dalla notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, quando la Valle del Belìce, fu sconvolta da un sisma di magnitudo 6.1, con epicentro tra Gibellina, Salaparuta e Poggioreale, portando morte e distruzione in territori che all’epoca, nemmeno erano classificati come sismici.
14 i centri colpiti dal sisma, alcuni dei quali rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago, Santa Margherita di Belice, Menfi, Partanna, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Santa Ninfa, Salemi, Vita, Calatafimi.
Dopo le prime scosse, di minore intensità che avevano avuto inizio il giorno precedente al terremoto, che non avevano causato crolli, molti abitanti dell'area, presi dal panico, decisero di dormire all’aperto o in macchina. Una precauzione che avrebbe salvato la vita a molte persone quando, alle 3.00 di notte, l'area fu devastata da una scossa violentissima.
Oltre alle perdite in termini di vite umane, 370 morti, subì danni irreparabili circa il 90% del patrimonio edilizio rurale belicino, in un'area la cui economia era basata pressoché esclusivamente sull'agricoltura. Un migliaio i feriti e circa 70 000 i senzatetto di una catastrofe che ancora oggi, in occasione del suo 45esimo anniversario, rappresenta una ferita ancora aperta, con i continui ritardi nell'erogazione dei fondi per la ricostruzione, mancano ancora 309 milioni di euro, e con intere zone che a distanza di 45 anni attendono di essere riqualificate, mantenendo intatto l'aspetto spettrale che il sisma della notte tra il 14 e 15 gennaio 1968 diede loro.
Nel video, belicenews ripropone le immagini Rai del terremoto del 14-15 gennaio 1968 - servizio di Sergio Zavoli da Gibellina (TV7)