Mattarella nel Belìce: "La comunità, in mezzo secolo, ha mostrato la forza di reagire"

Mattarella nel Belìce: “La comunità, in mezzo secolo, ha mostrato la forza di reagire“

“Nei giorni scorsi i sindaci della Valle del Belice - ha evidenziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - hanno dichiarato di essere testimoni del futuro. Ebbene è questo un messaggio che tengo a condividere con voi”. Questo uno dei passaggi “forti” dell’intervento, della durata di circa 15 minuti, tenuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Partanna, in occasione del 50° anniversario del terremoto del gennaio 1968.

Il presidente Mattarella ha aperto il suo discorso accogliendo l’invito del sindaco di Partanna Nicola Catania ad incontrare una delegazione di sindaci del Belice al Quirinale. ”Sono sempre lieto -ha esclamato Mattarella - di incontrare tutti i sindaci d’Italia e quindi anche i sindaci del Belice”. Il presidente ha rivolto parole di vivo ringraziamento per quanti 50 anni fa si sono prodigati e distinti nell’opera di soccorso alle popolazioni colpite dal terribile evento. Ha posto l’accento sulle difficoltà che si sono dovute superare per il completamento della ricostruzione.

“Un percorso - ha sottolineato Mattarella - difficile e accidentato, non si è concretizzato in modo armonioso. Le scelte urbanistiche, a volte, non si sono rivelate efficaci e si è registrato il trasferimento di intere comunità a diversi chilometri dal paese natio per costruirvi i nuovi paesi. Si sono inoltre registrati - ha continuato il presidente Mattarella - danni sociali e si è purtroppo sviluppato il fenomeno dell’emigrazione”.

Ma il presidente Sergio Mattarella ha voluto rimarcare anche gli aspetti positivi sulla vicenda Belice. ”La comunità della Valle del Belice - ha sottolineato - in mezzo secolo ha mostrato la forza di reagire grazie anche a tantissime iniziative di mobilitazione. Adesso a 50 anni dal terremoto siamo felici della voglia di rinascere di questa terra che vuole avviare politiche di sviluppo”.

A porgere il benvenuto al Presidente Mattarella è stato il sindaco di Partanna Nicola Catania, coordinatore dei sindaci del Belice. ”Mi faccio voce di tutti i sindaci del Belice - ha esordito Catania - per dirle grazie per essere venuto da noi. E se mi permette, le dico: bentornato a casa. Dopo anni e anni di lotte, sacrifici, impegni, la Valle del Belice ha saputo rialzarsi con grande dignità. Adesso guardiamo al futuro con orgoglio e speranza”.

Il sindaco Catania ha voluto anche “rassicurare” Stato e Governo Nazionale: “ Il Belice c’è ancora - ha rimarcato a chiare lettere - Il Belice non è morto. Abbiamo tutte le carte in regola per presentare e puntare su un’offerta turistica di alta qualità per proseguire sulla via della crescita socio-economica”. Il coordinatore dei sindaci del Belice ha chiuso il suo intervento lanciando una richiesta al presidente della Repubblica. ”Le chiedo di ricevere una delegazione di sindaci - ha concluso Catania - al Quirinale per fare il punto della ricostruzione nel Belice. Con l’obiettivo di scrivere la parola fine al processo di ricostruzione”.

Dopo il sindaco Catania è stato il turno del Governatore della Sicilia Nello Musumeci. Ha operato con la “sua memoria e lungo le ali del ricordo” un balzo all’indietro, lungo 50 anni. Ricollegandosi a quei terribili e tragici giorni del terremoto del 1968.”Allora ero studente di 3 media - ha esclamato Musumeci - e alla notizia del sisma nel Belice abbiamo avuto tutti la percezione che nessuno di noi poteva più dirsi al sicuro. Avvertimmo un senso di impotenza, la morte era entrata nelle nostre case”.

Il Governatore Musumeci ha voluto rievocare la figura del Presidente della Regione PierSanti Mattarella che nel 1978 denunciava “il colpevole ritardo dello Stato nel completamento della ricostruzione nella Valle del Belice”. Una ricostruzione che si è poi rivelata lunga, lenta e incompleta. “Dopo 50 anni - ha aggiunto Musumeci - i sindaci si affidano ancora allo Stato. E ciò provoca amarezza, rabbia, sconforto. Mentre nel Friuli la ricostruzione è stata già ultimata da diversissimi anni”. E il Governo della Regione Sicilia che può fare? “Deve sollecitare lo Stato ha evidenziato Musumeci-per completare la ricostruzione e garantire lo sviluppo socio-economico della Valle”.

Il neo - Governatore ha concluso il suo intervento con un appello. ”Dobbiamo andare avanti con coraggio, coraggio e soprattutto determinazione, ognuno con le proprie responsabilità e competenze, con la fede e con la speranza”.

Prima dell’intervento del presidente Mattarella, sono stati conferiti dei riconoscimenti a quattro vigili del fuoco per l’aiuto offerto alle popolazioni del Belice in quei drammatici e luttuosi giorni del 1968. Gli attestati sono andati alla memoria dei Vigili del Fuoco: Giuliano Carturan, Savio Semprini, Alessio Maceri e Giovanni Puccio. Alla memoria dell’Appuntato dei Carabinieri Nicolò Cannella. Targa alla memoria anche per Don Antonio Ribaldi, deceduto recentemente, per la “dedizione, l’impegno religioso e civico a favore delle popolazioni della Valle del Belice”. Un riconoscimento è stato consegnato anche a Ivo Soncini, il giovane Vigile del Fuoco che 50 anni fa liberò dalle macerie di Gibellina la bambina Eleonora Di Girolamo (“Cuccuredda”). A seguire è stato proiettato il cortometraggio: ”15 Gennaio 2018, Il Belice a mezzo secolo dal terremoto” di Domenico Occhipinti. Poi due momenti musicali-teatrali con l’attore Alessandro Preziosi che ha letto frammenti del monologo “Nel ricordo della Valle del Belice” e con il musicista-cantante  Lello Amalfino.

I riflettori si sono spostati a Gibellina, dove si è svolta la “Cerimonia di ingresso nella Valle del Belice attraverso la Porta del Belice realizzata a Gibellina da Pietro Consagra”. Tutti i sindaci del Belice con le Autorità Istituzionali hanno attraversato la Porta del Belice. L’ingresso è stato accompagnato dalla musica della Fanfara Regionale dei Carabinieri. A seguire è stata inaugurata la “Stele Celebrativa del 50° Anniversario del terremoto, riportante tutti i nomi dei comuni della Valle del Belice devastati dal sisma del 1968. Si è passati poi a Salaparuta-Poggioreale. Qui  le autorità e i sindaci del Belice hanno deposto una corona commemorativa al Monumento delle Vittime del terremoto del gennaio 1968. Opera inaugurata e benedetta, nel 1982, da Papa Giovanni Paolo II nel corso della sua visita  nella valle del Belice. Momento squisitamente “suggestivo e commovente” con la Fanfara dei Carabinieri che ha eseguito il “silenzio e l’inno nazionale”.

Le celebrazioni sono proseguite a Santa Margherita di Belice con l’inaugurazione presso il Museo della Memoria della Stele Celebrativa con i nomi delle vittime del sisma.  Ci si è spostati, infine, presso il vecchio centro di Montevago (spazio antistante i ruderi dell’ex Chiesa Madre) dove  è stata celebrata la Santa Messa di Commemorazione delle vittime del terremoto. Il rito è stato officiato da: Monsignor Francesco Montenegro, Cardinale di Agrigento, Monsignor Pietro Maria Fragnelli, Vescovo di Trapani, Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara  del Vallo,, Monsignor Giorgio Demetrio Gallaro, Vescovo di Piana degli albanesi.  A seguire la “Fiaccolata di raccoglimento” in onore dei morti del terremoto del gennaio 1968. .

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