Ricostruzione nel Belìce. La storia infinita dei fondi FAS

Ricostruzione nel Belìce. La storia infinita dei fondi FAS

BELICE ADDIO!!!! Ovvero : "La pigghiata pi fissa" dei fondi FAS “promessi” per porre fine alla ricostruzione del Belìce “C’era una volta il Belice”, così potrebbe iniziare un ennesima pagina di quella specie di vergognosa Saga infinita che è diventata, ormai, la fase finale e definitiva di quella che dovrebbe essere la chiusura, a 42 anni dal sisma, della Ricostruzione del Belice.

Fatta l’ulteriore e definitiva quantificazione, da parte dei comuni interessati, delle some necessarie all’incombenza, (circa 450 milioni di euro fra opere pubbliche da completare, e ricostruzione dei privati), dopo anni di silenzi in tal senso da parte dello Stato, o peggio di inopportuni e ripetuti “dirottamenti” di somme già stanziate, (vedi somme dirottate sulla TAV), si era, nel 2011 convenuto fra Stato e Regione, di utilizzare i famosi, o dovrei dire “famigerati” FONDI FAS, assegnati all’isola, e del tutto sottoutilizzati se non inutilizzati nella loro maggior quota, destinati allo sviluppo e ripresa-rilancio economico della stessa.

La cosa, strombazzata a più non posso, era stata annunciata, mesi fà, dal governatore Lombardo, come la panacea di tutti i mali, che, proprio grazie al suo “interessamento”, avrebbe posto DIGNITOSAMENTE, una volta per tutte, la parola FINE, a quella che rischiava di diventare, ove non lo fosse già diventata, una vera e propria “vergogna nazionale” in tema di ricostruzione post terremoto, se raffrontata alle altre calamità del genere dal Friuli, all’Irpinia, autentiche voragini mangia miliardi senza fondo, per giungere all’Aquila e dintorni.

Sembrava, la “soluzione Lombardo”, la fine reale di un aspettativa durata oltre quarant’anni, e che aveva fatto, e fa, del Belice la cenerentola della situazione, creando peraltro nel tempo una serie di “si dice che…” in molti casi del tutto immeritata e calunniosa sulle dinamiche della “Ricostruzione” stessa. Ed invece, a distanza di mesi dalle belle promesse del governatore, ecco che qualcosa, più questione formale che sostanziale, vien messa di traverso dallo stesso Lombardo, e dal suo governo, per lo svincolo ed assegnazione della prima tranche di 105 milioni di euro(sui fondi FAS) che la Regione si era impegnata a destinare, anticipandoli direttamente, a strettissimo giro ai comuni interessati. Causa del contendere, e del consequenziale stop all’assegnazione, la richiesta,(da parte della Regione) della restituzione, alla Regione stessa dei suddetti fondi, da parte dello Stato.

Di contro il governo di Roma,(Monti) replica a lombardo che i fondi Fas sono perfettamente disponibili per il governo regionale che si dovrebbe solo attivare realmente, non sollevando inutili questioni di lana caprina, fatte forse più per interessi di bottega che per difficoltà reali. Questa, in sostanza la sintesi che con chiarezza ed obiettività ha fatto su queste stesse pagine il sindaco di Menfi, Dott. Botta, pochi giorni orsono.

Qual è dunque la verità? I fondi per il Belice, ci sono o non ci sono? E’ il governo di Roma che "babbìa", o è il governo regionale che gioca cinicamente, magari a fini elettorali, sull’equivoco e sulle aspettative della gente del Belìce? Non è, a ben vedere, un interrogativo che fa onore a nessuna delle parti in causa, e mi sembra, ma è una sensazione soggettiva, che i vari parlamentari della zona, nazionali o regionali che siano, poco o nulla si interessino, realmente, della cosa, limitandosi a rare dichiarazioni di circostanza, ma nulla facendo realmente e concretamente.

Ora, fra situazione nazionale e regionale, non è che il quadro e le aspettative in merito, siano del tutto rosee, ma, se non altro, una risposta in merito, calamità ulteriori recenti a parte, ritengo sia giusto e moralmente corretto che venga data in tempi strettissimi al Belìce ed alle sue popolazioni. Che il presidente Lombardo dichiari e dimostri, una volta per tutte di voler porre mano al problema, risolvendolo, o che dichiari la propria incapacità alla bisogna. Giocare a rimpiattino, non è più ammissibile, specie tenendo conto di come agli stessi FONDI FAS la regione abbia attinto e stia ancora attingendo per ripianare situazioni passive pregresse (vedi forestali, comune di Catania, Sanità, regionalizzate e municipalizzate varie, etc etc) come più volte riportato su queste pagine e sui quotidiani e network locali e regionali. Si parla tanto di incentivare l’occupazione, favorendo la ripresa economica delle varie zone dell’isola, e poi, invece, si utilizzano i fondi disponibili solo per ripianare pregresse passività amministrative e gestionali, o per clientelarismi d’acchitto che poco o nulla hanno a che fare col reale sviluppo economico ed occupazionale delle varie realtà locali.

Cosa ci si aspetta quindi da un Governatore (Lombardo) che ha già annunciato le sue imminenti dimissioni, se non coerenza ed attuazione di quanto a suo tempo promesso? Cosa ci si aspetta dai parlamentari isolani, se non un reale e concreto interessamento per le sorti dei loro stessi elettori? Non credo, sia chiedere troppo, invocare da loro tutti una chiarezza ed una decisionalità che sino ad oggi, diciamolo francamente, è mancata quasi del tutto. Il Belìce non merita di essere dimenticato, dai suoi rappresentanti ed amministratori, a tutti i livelli essi siano, specie in un momento come l’attuale, in cui la crisi fa sentire in tutti i comparti occupazionali e produttivi, i suoi morsi più feroci e profondi.

Non è più il tempo delle famose “valige legate con lo spago", ma è tempo di investimenti e rilancio delle risorse locali, e questa è una strada che passa, e DEVE passare, con la concreta assegnazione dei fondi promessi, anche attraverso il completamento e la fine definitiva di una pagina chiamata Ricostruzione, solo così, infatti, si potrà guardare al futuro senza gli incubi e gli inutili strascichi di un ormai lontano passato.

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