Trivelle nel Canale di Sicilia: 5 euro l'anno per perforare un km quadrato. Per la Sicilia guadagni inconsistenti

Trivelle nel Canale di Sicilia: 5 euro l'anno per perforare un km quadrato. Per la Sicilia guadagni inconsistenti

Perforazioni nel Canale di Sicilia. Oggi un incontro nella sala rossa dell'Assemblea Regionale organizzato dal presidente della commissione Ambiente su invito di  Greenpeace, tecnici e associazioni ambientaliste.
“Guadagni per la Sicilia inesistenti. Le compagnie pagano la ridicola cifra di 5 euro l'anno per perforare un km quadrato; le trivellazioni nel canale di Sicilia sono dannosissime e nemmeno remunerative”. Questo il commento del presidente Giampiero Trizzino.  “E' scandaloso, stanno distruggendo l'ambiente e senza che la Sicilia abbia il minimo ritorno. Basti pensare che alcune compagnie hanno franchigie per l'estrazione fino 50 mila tonnellate di greggio e che  per la perforazione di aree di un chilometro quadrato pagano cifre assurde, valutabili nell'ordine di  5 euro l'anno”.
Per cercare di risolvere il problema secondo Trizzino è opportuno creare un raccordo tra Stato e Regione che razionalizzi il sistema delle normative e delle autorizzazioni. “Cercheremo al più presto  di coinvolgere nella nostra azione il prossimo governo nazionale”. Bisogna decidere – ha detto Alessandro Giannì, responsabile delle campagne di Greenpeace  - cosa vogliamo fare del nostro mare. Se vogliamo farne una fonte di ricchezza e reddito o andare in direzione opposta, con l'imbrattamento costante e con la creazione di inquinamento  che sta producendo sconvolgimenti climatici, i cui segni già sono evidentissimi. In questa fase è importante che la Regione siciliana sposi la lotta anti trivelle assieme alle altre regioni italiane. E' una causa  comune e solo unendo le forze si può arrivare a bersaglio”, ha concluso Giannì.
49 i sindaci siciliani, numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini hanno aderito all’invito di greenpeace per fermare le trivelle nel canale di Sicilia e salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterrano.
All'incontro di oggi erano presenti rappresentati del Wwf, di Legambiente, dell'associazione L’Altra Sciacca e Stoppa La Piattaforma, altre associazioni ambientaliste, alcuni rappresentanti della commissione Ambiente e di aree protette. Hanno partecipato all'audizione pure alcuni dirigenti della Regione, inviati a rappresentare il governo regionale in sostituzione del presidente Crocetta e degli assessori Marino e Lo Bello.
 

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