Continua il Botta e Risposta tra il Vice Presidente del consiglio comunale Vito Clemente e il rappresententante della società Tre Tigli srl di Milano, Antonino Ficalora, titolare del progetto di impianto per la produzione di energia elettrica alimentata a biomasse sul territorio di Menfi da 15 MW
ANTONINO FICALORA (TRE TIGLI): Gentile Sig. Clemente,
ho sinceramente riflettuto prima di rispondere alle domande che Lei pone nell’intervento per risolvere preliminarmente il rischio di essere inopportuno nel ruolo e nei toni. Nel ruolo perché non rappresento in questo specifico intervento la Tretigli e perché non faccio politica, nei toni perché leggo intenzioni che sono ben lontane dalla concreta possibilità di soluzione. Questo perché La rispetto e perché pur non conoscendola (ci siamo visti solo una volta che ben ricordo) ho apprezzato il Suo curriculum, politico e professionale, evidentente frutto di impegno e di dimostrata competenza. Ho deciso alla fine di rispondere e mi sono dato impegno di non intervenire più su un terreno che, come Lei mi ricorda più volte, è solo politico: per uno come me che fa impresa concreta voler discutere di scelte programmatiche astratte, che per fortuna non mi appartengono, diventa difficile e dispendioso. Per questo non darò ulteriore seguito a nessun altro intervento “politico”. Anche per l’aspetto sostanziale specifico di non essere rappresentante della Tretigli S.r.l. e che il mio intervento precedente e questo sono solo a titolo personale. Diciamo come persona “informata dei fatti”.
Sono contento che Lei abbia risposto alla mia ingenua provocazione “ma almeno si fosse favorito altro!” dando contezza di impegni ed opportunità occupazionali che seppur non specificati sembrano esistere nel Suo territorio. Ne sono contento perché così almeno posso invitare - tutti coloro che mi mandano i curriculum per la ricerca di un impiego e che provengono proprio da territorio che Lei amministra - a rivolgere a Lei tale richiesta in modo da consentirne un concreto seguito inserendo il candidato nelle progettualità che ha citato. Sa, io sono un uomo abituato (spero non sia una deformazione di approccio) a parlare di progettualità proiettando la stessa con numeri che sintetizzano opportunità. Quando intervengo nelle riunioni con i miei dipendenti (oggi più di 50 tutti con regolare contratto non precario ed alcuni proprio menfitani emigrati) e parlo di progettualità future e di opportunità per tutti, intervengo chiarendo in modo specifico quali sono le opportunità e quante persone inseriremo a chi affidare la selezione, con che target economico…cose ovvie per carità, ma concrete. Non capisco dove Lei trovi populismo nel percorso che Tretigli ha fatto fino ad oggi e rispondo alle Sue domande per quanto a mia conoscenza ed a titolo, ripeto, personale.
La nota del 7/11/2007 che Lei cita di Tretigli interveniva dopo che la stessa Società aveva avuto assenso dalla Regione con Decreto VIA ed AIA e dopo che lo stesso assenso si era formato anche grazie alla volontà espressa dal Comune di Menfi formalmente in sede di conferenza di servizio consentendone così il perfezionamento. La volontà della Società Tretigli a dar seguito alla detta nota c’era e credo ci sia ancora. E’ proprio l’Amministrazione di Menfi che non ne intende, a meno di qualcosa che mi sfugge, prenderne atto con CONSEQUENZIALE impegno.
Se infatti la Sua Amministrazione avesse voluto, già dal 2007, risolvere il problema avrebbe invitato l’Amministratore della Società (non già ad un Consiglio Comunale aperto con una nota via fax il giorno prima del programmato Consiglio) e fatto delle proposte serie e concrete o di revisione del progetto o del ritiro sulla base di CONSEQUENZIALI assunzioni di impegni RECIPROCI. Guardi che le tredicimila intelligenze a cui non è stata detta fino in fondo mai la verità ne tecnica ne politica sul progetto biomasse certe domande se le fanno. Si chiedono banalmente: ma è corretto e soprattutto serio avere dato preventivo assenso ad un progetto, averne dato formale autorizzazione (per quanto di competenza), avere creato delle aspettative che hanno comportato importanti investimenti e poi chiedere di buttare tutto nel cestino e “amici come prima” non favorendo un tavolo di confronto e di trattativa? E’ come se Lei chiede un assenso preventivo al Suo Comune per la realizzazione di una casa, il Comune da il nulla osta, Lei coinvolge tecnici nella progettualità, il Comune da il permesso a costruire, Lei paga gli oneri e sostiene i costi e poi con un Consiglio Comunale Aperto Le viene chiesto di considerare tutto carta straccia. E mi creda non serve a risolvere un problema dire che non è un problema creato da questa o da quella Amministrazione. Perché il problema lì rimane. Per risolvere un problema bisogna avere prima il coraggio di fare un passo indietro ammettere di avere sbagliato (ha sbagliato la politica e Lei ne rappresenta con il Suo mandato continuità Amministrativa e nello specifico – se mi permette un mio personalissimo punto di vista - continuità di approccio) e poi confrontarsi in modo concreto per risolverlo. Per questo il progetto continua il suo percorso non per populismo. E’ populismo continuare a classificare questo ed altri interventi analoghi genericamente “pericolosi” per la salute par le falde…senza alcuna specifica precisa di quale sia il problema e se lo stesso possa essere risolto, se si può risolvere, ed evitato mantenendo il progetto. E’ populismo dire MAI!!! Spero apprezzi la mia schiettezza che sicuramente non ha niente di politico ma che è solo seguito dell’intenzione, che mi è sembrata di cogliere dal Suo intervento, di poter dare a coloro che sono intervenuti in argomento in questo Blog (INFORMAMENFIS, NDR) elementi di chiarezza evitando così di classificare lo stesso Suo intervento (non credo lo sia) come il preliminare di una campagna elettorale che forse potrà avere Lei protagonista. Con viva cordialità
Antonino Ficalora
VITO ANTONIO CLEMENTE (CONSIGLIO COMUNALE DI MENFI)