Il piano paesaggistico , produce già i suoi effetti.

Il piano paesaggistico , produce già i suoi effetti.

Mentre a Menfi da lunedi 12 maggio per i prossimi  trenta giorni lavorativi, cittadini e  interessati possono presentare le osservazioni, il Governo regionale non decide sull’ordine del giorno votato dall’Assemblea in merito alla sospensione del piano paesaggistico agrigentino. Sembra che ci sia un parere contrario da parte degli uffici dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali.

Ed in questa situazione, ieri 15 maggio, è arrivata una dura presa di posizione dell’On. Giovanni Panepinto.  Una sorta di provocazione . Secondo il parlamentare regionale “l’assessorato beni culturali non tiene conto delle deliberazioni dell’Ars”. Panepinto quindi invita  il Presidente del consiglio regionale , Ardizzone a difendere le prerogative del parlamento siciliano.

“Il valore ed il ruolo dei parlamentari e della stessa Assemblea regionale siciliana rischiano di essere vanificati dalla mancata consequenzialità dell’azione dell’esecutivo che,  non tenendo conto degli atti di indirizzo votati dall’aula, pone una seria ipoteca sull’importanza del Parlamento siciliano”. Giovanni Panepinto si rivolge al Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone richiamandolo al  compito di difesa delle prerogative e della funzione del parlamento regionale.

“ Lo scorso 23 aprile – ricorda il parlamentare PD nella lettera indirizzata al Presidente – l’Assemblea regionale  ha approvato un ordine del giorno con il quale il Governo veniva impegnato a procedere alla ‘sospensione dell’efficacia del decreto assessoriale concernente il piano paesaggistico di alcuni ambiti della provincia di Agrigento. Ad un mese dall’approvazione dell’ordine del giorno, – continua –  a quanto pare per un parere contrario degli uffici dell’assessorato ai beni culturali, non risulta alcun atto da parte del governo regionale.  Di fronte a tali comportamenti  che rischiano di far diventare il parlamento prigioniero della burocrazia – insinua Panepinto – ci sarebbe da domandarsi se non sarebbe più serio dismettere un costoso apparato quale quello dell’Ars. Un’evenienza paradossale – conclude – che mi porta a chiedere un intervento a difesa delle prerogative e della funzione di un’assemblea espressione della volontà popolare”.

 

E mentre la politica viene schiaffeggiata dai burocrati, il  piano paesaggistico in provincia di Agrigento  sortisce i primi effetti.

A raffica vengono negate le prime concessioni nelle zone ricadenti nell’ambito 3. A Menfi, ma non solo, in ballo ci sono anche alcuni  piani di lottizzazione. Le preoccupazioni dei tecnici, degli ordini professionali, ma anche di “parte” dei politici e degli imprenditori circa il regime eccessivamente vincolistico, si sono materializzati producendo già i primi effetti.

Da febbraio, il piano paesaggistico in provincia di Agrigento , è in pubblicazione nei rispettivi albi dei 43 comuni.

Dall’ 11 maggio, in molti comuni dell’agrigentino, quelli che non hanno ricevuto le nuove tavole digitali “depurate dagli errori di stampa”, già sono scattati i tempi per la presentazione delle osservazioni.

Mentre per altri comuni, come Sciacca, Ribera, Santa Margherita di Belice, Sambuca di Sicilia, , la scadenza di tale termine di ripubblicazione è fissata per la prima decade di luglio.

E’ da queste nuove date di scadenza di pubblicazione nei rispettivi albi elettronici che scattano i trenta giorni lavorativi per la presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti interessati.
Ma mentre i privati ed i comuni si preparano alle valanghe di osservazioni (?), il piano paesaggistico , come dicevamo dai primi di febbraio 2014, ha fatto scattare le norme di salvaguardia.

In definitiva, le amministrazioni cittadine devono fare osservare tutti i nuovi vincoli che il Piano Paesaggistico introduce. Vincoli che quasi sempre sono molto più ristrettivi rispetto alla strumentazione urbanistica vigente nei vari comuni agrigentini.

Dai primi di febbraio  è successo di tutto, ma in effetti non è cambiato nulla.

Il 19 marzo scorso, il senatore Giuseppe Marinello, ha presentato una “pepata” interrogazione ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, chiedendo “quali iniziative intendano prendere per assicurare la corretta pianificazione paesaggistica del territorio della provincia di Agrigento, con particolare riferimento alla fascia costiera, al fine di perseguire le esigenze di tutela paesaggistica ed ambientale senza pregiudicare le esigenze di sviluppo sociale ed economico di quei territori”. Ad oltre un mese ma non si ha notizia di risposta in merito.

Il 21 marzo scorso, a Menfi, è l’amministrazione comunale, che davanti ad una platea di tecnici locali,  fissava per bocca del sindaco Enzo Lotà un “road map” nella quale venivano invitati i tecnici ad effettuare una prima ricognizione delle criticità  del Piano Paesaggistico entro i successivi 20 giorni ed addivenire ad una concertazione con i funzionari della Soprintendenza. Ad oltre 50 giorni non si sa nulla dello stato di avanzamento di questa “ricognizione” da parte dei tecnici, ne che fine ha fatto la “map”  tanto auspicata!

Il 29 marzo è la volta del Comitato Interprofessionale costituito dai gruppi di lavoro: Ordine Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Agrigento, Ordine Architetti ,della provincia di Agrigento, Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Agrigento,  Ordine degli Ingegneri della provincia di Agrigento che ha approvato un documento nel quale ha rivelato le criticità del Piano Paesaggistico della Soprintendenza di Agrigento. Il Comitato interprofessionale, che in provincia rappresenta oltre 5 mila iscritti,  con quell’atto ne ha chiesto con forza la revoca del Piano o la sua sospensione. Ad oggi è uno dei pochi documenti a supporto delle amministrazioni, che ha fatto le pulci allo strumento di pianificazione paesaggistica a livello generale.

Da quella data è la volta della politica “parlata” che ha preso parola sul piano:

Il 2 aprile il circolo del PD di Menfi, rappresentato al comune dall’assessore Saverio Palminteri e da tre consiglieri, Saverio Palminteri, Andrea Pellegrino, Maria Lucido, raccogliendo la proposta del segretario provinciale  che "invita il governo regionale a sospendere gli effetti del piano paesaggistico e di avviare un’approfondita concertazione con gli Enti Locali e le associazioni professionali, necessaria per l’adozione di uno strumento che potrebbe rappresentare un’opportunità per il territorio, ma ove sia in grado di tutelarlo senza cristallizzarlo, promuovendo un vero sviluppo sostenibile” assumeva l’impegno di adottare ogni strumento politico e fattivo per impegnarsi alla concreta realizzazione di questo percorso a difesa del territorio e dei suoi cittadini. In tanti sono in attesa di sapere il gruppo locale del PD cosa fattivamente ha mosso circa l’impegno assunto.

Il 6 aprile a Sciacca, in un convegno del NCD, veniva lanciata da un autorevole urbanista, l’architetto Ferdinando Trapani,  l’idea della costituzione di una “rete dei sindaci” per rivendicare la formazione di un piano concertato. Una proposta caduta nel vuoto.

Il 14 aprile è la volta dei tecnici menfitani. In 65 scrivono al sindaco Lotà ed al consiglio comunale. In sostanza chiedono a chiare lettere di conoscere la posizione  dell’Amministrazione Comunale in riguardo alle azioni da intraprendere nei confronti  del Piano Paesaggistico. Nessuna risposta sembra sia arrivata ai 65 firmatari.

Il 23 aprile è l’Assemblea regionale che si occupa del Piano Paesaggistico della provincia di Agrigento. Lo fa approvando un ordine del giorno, naufragato da quanto affermato dallo stesso onorevole che l’ha proposto.

Il 29 aprile si cimenta l’On. Michele Cimino  che dichiara all’Adnkronos: "Per bloccare, sospendere ed avere un giusto approfondimento per il Piano Paesaggistico con il coinvolgimento del territorio, non e' necessario un ordine del giorno all'Ars. Per tale motivo ho predisposto un emendamento alla finanziaria bis per il Piano paesaggistico della provincia di Agrigento, che interessa anche Lampedusa e Linosa".  Non si hanno più notizie in merito!

Di ieri 15 maggio sono le dichiarazioni dell’Onorevole Panepinto sopracitate.

E mentre la politica ci offre la sua incapacità assoluta di interagire nei confronti del piano, non ci resta che leggere le pagine della relazione dello strumento di pianificazone paesaggistica, per apprendere che è  un piano che tesse le lodi ai baroni del vino e dell’olio.  Ne racconta la crescita e persino linee di imbottigliamento e anche le marche utilizzate nei frantoi, mentre non riserva neanche un rigo agli investimenti economici fatti da imprenditori trentini che hanno voluto recuperare il tema del baglio rispetto allo scatolo di una preesistente struttura di vinificazione “cancellata” con una modalità che ha richiamato a Portella Misilbesi le tv e la stampa nazionale.

Una realtà imprenditoriale, questa, visibile che ha ridato lustro a diversi decine di ettari di vigneto e a diversi chilometri di bordi strada con un marchio di riconoscibilità a livello paesaggistico unico nel loro genere!

Stessa sorte per le cantine Corbera e Cellaro. Nessun cenno nelle oltre 500 pagine di relazione.

Ed infine, nonostante il nome che sa di “Barone”, purtroppo nessun cenno ha trovato in questo piano paesaggistico il costante lavoro fatto dalle realtà imprenditoriali nel campo della produzione del ficodindia!

Saranno sviste, ma che fanno pensare.

    Farmacie di Turno

    ARGOMENTI RECENTI
    ABOUT

    Il presente sito, pubblicato all'indirizzo www.belicenews.it è soggetto ad aggiornamenti non periodici e non rientra nella categoria del prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare come stabilito dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62 Informazioni legali e condizioni di utilizzo.
    P.IVA: IT02707060840
    Informazioni legali e condizioni di utilizzo - Per le tue segnalazioni, pubblicità e richieste contatta la Redazione scrivendo al numero WhatsApp +39 344 222 1872 / redazione@belicenews.it
    Privacy PolicyCookie Policy