Sospesa l’efficacia del piano paesaggistico della provincia di Agrigento. Ieri sera all’ARS è stato approvato un ordine del giorno presentato dall’On. Panepinto che impegna “il Governo della Regione e l’Assessore per i Beni Culturale a sospendere l’efficacia del D.A. n. 7 del 29 luglio 2013, per 120 giorni, contenente il Piano paesaggistico degli Ambiti ricadenti nella provincia di Agrigento e procedere, ai sensi dell’art. 144 del D.Lgs. n. 42/2004, alla emanazione di un piano concertato con i portatori di interessi diffusi e condiviso con la realtà territoriale”. Intanto ieri in mattinata, in IV Commissione legislativa all’ARS “Ambiente e Territorio”, su richiesta del deputato regionale del M5s Matteo Mangiacavallo, si è svolta un’audizione del gruppo di lavoro inter-professionale degli Ordini e Collegi di Agronomi, Architetti, Geologi, Geometri e Ingegneri della provincia di Agrigento in merito all’iter e agli effetti sul territorio agrigentino della pubblicazione e dell’adozione del Piano Paesaggistico provinciale. Erano presenti il direttore generale dell'ass. per i Bbcc, Sergio Gerardi e i deputati Giampiero Trizzino, Roberto Di Mauro, Maria Di Marco Cirone, Giuseppe Federico, Giampiero Fazio, nonché Matteo Mangiacavallo, promotore dell'incontro, e Giovanni Panepinto, primo firmatario dell'Ordine del giorno votato all'unanimità dall'Assemblea regionale. Presente anche Massimiliano Trapani, presidente degli architetti di Agrigento. “Quello che è accaduto ieri in Assemblea regionale ci conferma che l’azione degli Ordini, se concertata ed avviata in maniera unitaria, può incidere in maniera significativa sulle scelte politiche della nostra classe amministrativa” evidenzia il Presidente dell’ordine degli Architetti Trapani, che aggiunge: “L’ordine del giorno votato ieri sera, portato in aula dall’on. Panepinto ed approvato all’unanimità dall’Assemblea regionale, che impegna il Governo regionale a sospendere l’efficacia del piano, non costituisce altro che una scelta consapevole verso strategie territoriali democratiche e favorevoli ad uno sviluppo sostenibile della nostra Provincia. Oggi torniamo finalmente a parlare di concertazione per uno strumento esclusivamente vincolistico quale è il piano paesaggistico, che, se non redatto con i giusti strumenti di analisi ed affrontato in maniera corale con gli operatori sociali ed economici del territorio, rischia di ricondurre la nostra Provincia ad uno stato d’immobilismo economico senza precedenti ed ancora più grave rispetto a quello odierno. Per questo, dopo l’azione di ieri sera in Assemblea regionale, i 5.000 professionisti, rappresentati dai nostri Ordini, torniamo ad essere fiduciosi visto che il provvedimento di sospensione impegna il Governo a riaprire la fase di concertazione con i portatori d’interessi diffusi”.
Nel corso della riunione in IV Commissione erano emersi, ancora una volta, le anomalie, le omissioni e gli errori già rilevati nel documento stilato congiuntamente dai professionisti dell'Agrigentino, e preoccupazione per lo stato delle cose determinatosi era stata espressa dai deputati regionali presenti.
“Il piano così come redatto e applicato non va nell'interesse della collettività: sembrerebbe stilato secondo criteri che non erano richiesti, cioè quelli della fretta, senza il rispetto di determinate esigenze. Ciò che viene fuori è un piano calato in realtà notevolmente diverse da quello che erano ab origine: non tiene conto delle specificità territoriali. Ecco perché era necessario sospenderlo e riformularlo”, ha detto Matteo Mangiacavallo il quale aveva presentato una risoluzione in Commissione ambiente per la revoca del decreto di applicazione in quanto “viziato da alcuni difetti di conformità” (tra questi la verifica del 2008 rispetto al piano territoriale che non è stata eseguita).
In sede di votazione dell’ODG, è intervenuto anche il presidente della Regione Rosario Crocetta che ha ribadito “l’ordine viene recepito, verificato tutte le condizioni tecniche di legge. Noi abbiamo la necessità di armonizzare i vari piani, che non possono essere in contraddizione. C’è tutta la volontà del Governo ad affrontare la questione”.
Ecco l'ODG approvato all'ARS, che impegna il governo regionale per prossimi 120 giorni:
"L’Assemblea regionale siciliana, premesso che: Con Decreto n. 7 del 29 luglio 2013, pubblicato lo scorso 26 febbraio 2014 sul sito del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana della Regione Sicilia, è stato adottato il Piano paesaggistico degli Ambiti 2, 3, 5, 6, 10, 11 e 15 ricadenti nella provincia di Agrigento.
La trasmissione del Decreto ai Comuni per la sua pubblicazione ha suscitato una serie di reazioni di protesta a catena da parte dei Sindaci e degli organismi di rappresentanza professionale che ne hanno contestato l’inadeguata e/o assente concertazione, nonché le profonde lacune, incongruenze ed errori;
In particolare, le maggiori criticità rilevate riguardano:
1) difficoltà oggettive per la lettura degli elaborati che impediscono un’immediata valutazione e la effettiva individuazione e delimitazione delle aree e/o immobili che sono oggetto di puntuale disciplina come riportato nelle Norme Tecniche di Attuazione del PP;
2) documentazione cartografica e relativa delimitazione dei vari ambiti territoriali in difformità con quanto previsto dall’art. 143 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i., che prevede delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla identificazione. Il PP de quo è stato redatto ed elaborato in scala 1:25.000, per cui le linee di demarcazione dei confini di tutela si trasformano in nastri della larghezza di 15 metri. L’incertezza dei confini può generare equivoci;
3) mancata rappresentazione grafica e topografica di aree coincidenti con le linee di unione per cui risultano mancanti vaste porzioni di territorio: è il caso di parte del centro storico di Agrigento, della Valle dei Templi e del centro storico di Sciacca;
4) l’assenza in diversi comuni della provincia di alcuni strumenti urbanisticivigenti, elementi fondamentali per redigere in conformità il piano ai sensi del comma 2 art. 133 del D.Lgs. 42/2004, ha probabilmente causato una valutazione ed una elaborazione viziata del PP;
5) in riferimento alle prescrizioni del livello di tutela 2, dirette alla tutela dei paesaggi agricoli ed ai parchi urbani e suburbani, si evidenzia che, non avendo il PP efficacia retroattiva, esse sono valide in quanto negli strumenti urbanistici vigenti le aree siano classificate come Zone E, escludendo dalla prescrizione di cui al livello 2 anche quei territori che abbiano mutato destinazione urbanistica per effetto di piani attuativi quali piani di lottizzazione, nei casi in cui siano stati definiti gli aspetti relativi alla stipula di convenzioni vigenti ed efficaci.
6) È stato posto vincolo boschivo o di rimboschimento in zone prive delle caratteristiche specifiche e con vocazioni differente;
7) il piano paesaggistico provinciale dovrebbe prevedere la disciplina della fascia costiera tramite previsione d’interventi di recupero e riqualificazione sia delle aree compromesse dalla speculazione edilizia legalizzata, sia quelle ancora incontaminate da tutelare, restituendo cosi uno strumento attuativo di riferimento e linee guida per i comuni della provincia di Agrigento per la stesura dei “Piani Spiaggia” previsti dalla L.R. n°15/2005. Il PP in questione non fornisce elementi utili per il recupero e la riqualificazione, ma pone le condizioni per l’aumento del degrado e la vetustà degli immobili. La zone costiera è, per la maggior parte, vincolata con prescrizioni di tutela 3, che vieta trasformazioni edilizie o urbanistiche. Sarà impossibile completare le opere di urbanizzazione primaria e migliorare in alcun modo il territorio;
8) è palese la sproporzione tra i principi enunciati nella premessa e le scelte progettuali del Piano, povere e generiche, non in grado di dettare indirizzi e criteri di sviluppo compatibili con le norme di tutela;
L’adozione del Piano Paesistico ha fatto scattare le norme di salvaguardia, congelando di fatto ampie porzioni del territorio provinciale in una posizione di inedificabilità assoluta. Misure di salvaguardia significa che, fino a quando non sarà modificato il piano paesaggistico, tutte le iniziative imprenditoriali della provincia di Agrigento, soprattutto quelle turistiche, rimarranno bloccate.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE E L’ASSESSORE PER I BENI CULTURALI
A sospendere l’efficacia del D.A. n. 7 del 29 luglio 2013 contenentePiano paesaggistico degli Ambiti 2, 3, 5, 6, 10, 11 e 15 ricadenti nella provincia di Agrigento e procedere, ai sensi dell’art. 144 del D.Lgs. n. 42/2004, alla emanazione di un piano concertato con i portatori di interessi diffusi e condiviso con la realtà territoriale."