Arrestato l’imprenditore per mafia, da tre anni si sono fermati i lavori di ristrutturazione di dodici alloggi popolari del comune di Montevago. Ed il primo cittadino, Calogero Impastato, dopo diversi solleciti verbali con i funzionari dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Agrigento, stanco di vedere andare in malora gli appartamenti, ha preso carta e penna e sollecitato per iscritto l‘I.A.C.P. e per conoscenza ha informato la Procura della Repubblica di Agrigento, chiedendo a gran forza di completare i lavori, anche mediante l’affidamento ad altre imprese.
I dodici alloggi, fanno parte di una stecca di palazzine a schiera, a due piani, con una scala condominiale centrale per che serve quattro appartamenti. Gli alloggi sono ubicati nella parte sud della piccola cittadina termale. Parte degli accessi sono stati murati, mentre risulta divelto un portone condominiale, e buona parte della pavimentazione della scala di una palazzina. I lavori riguardavano il ripristino delle finiture interne ed esterno degli immobili.
“Da circa tre anni i lavori di ripristino e manutenzione degli alloggi popolari, siti in questo Comune, in Via Bologna, avviati da codesto istituto sono stati interrotti a causa dell’arresto per “mafia” del titolare dell’impresa affidataria dell’appalto” scrive di suo pugno Impastato nella nota diretta all’Istituto Autonomo, che è proprietario delle tante case popolari che si trovano in un quartiere densamente abitato anche da numerosi bambini.
Impastato nella nota aggiunge: “Nel compiacerci dell’operato della magistratura ordinaria a cui va il nostro apprezzamento, non possiamo esimerci dal rimarcare che a tutt’oggi il cantiere è sospeso e gli alloggi che potrebbero essere assegnati a nostri concittadini, molti dei quali indigenti, sono abbandonati a sé stessi e sono esempio di una cattiva gestione della cosa pubblica e di una noncuranza della Pubblica Amministrazione che oggi non è più possibile tollerare. Per questo vorremmo capire perché i lavori non vengono completati, anche mediante affidamento ad altre imprese. Nel momento di crisi che stiamo attraversando l’impegno a curare la cosa pubblica che è anche occasione di lavoro per tanti cittadini, costituisce anche il modo migliore per combattere la criminalità organizzata”