Imu terreni agricoli: Bivona, Menfi, Ribera e Sciacca scrivono alla Regione

Imu terreni agricoli: Bivona, Menfi, Ribera e Sciacca scrivono alla Regione

 In un documento unitario, i comuni di Bivona, Menfi, Ribera e Sciacca e le organizzazioni agricole Cia-Coldiretti-Upa E Conapri  della Provincia di Agrigento chiedono al presidente della regione e all’assessore all’agricoltura l’inserimento dei terreni agricoli ricadenti nei territori tra quelli inseriti tra le aree montane e svantaggiate; il tutto al fine delle previste esenzioni fiscali per il pagamento dell’Imu. Chiedono inoltre di potere incontrare Crocetta e l’assessore al ramo per esporre la lunga e pesante battaglia portata avanti dai produttori dei comuni scriventi, unici della Provincia di Agrigento a pagare da sempre l’ICI ed oggi  l’IMU ed a subire le pesanti ripercussioni  di natura fiscale, previdenziale e contributiva per la propria esclusione dalla classificazione delle aree montane e svantaggiate. I Consigli Comunali di Bivona, Menfi, Ribera e Sciacca, su proposta delle OO.PP. agricole hanno già deliberato nel corso dell’anno  2012 la richiesta di inclusione dei detti Comuni tra quelli svantaggiati; avviando così l’iter per il superamento di questa palese discriminazione, iter che investe per le proprie competenze, la Regione Sicilia ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, come precisa la nota DIPE n. 0000609 P-4.15.4. del 07.02.2013 della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per gli assessori del comune di Ribera Giuseppina Spataro, del comune di Sciacca Silvio Caracappa, del sindaco di Menfi Vincenzo Lotà, del presidente del consiglio comunale di Bivona Gaspare Bruno, di Giovanni Caruana CIA, Paolo Mandracchia COPAGRI, Valerio Cortese COLDIRETTI Giuseppe Venturella UPA, tale esclusione crea una assurda disparità per la quale due terreni coltivati dallo stesso produttore, con le medesime potenzialità produttive, che danno lo stesso reddito, anche confinanti, solo perché appartenenti a due distinti comuni, uno paga l’IMU e l’altro no; così come per la contribuzione previdenziale sia per i coltivatori diretti, per gli imprenditori agricoli a titolo principale che per i braccianti agricoli assunti, sussiste una differenza di oltre il 50% per cui le zone ordinarie (i nostri Comuni) pagano tre e quelli ricadenti in aree svantaggiante pagano 2. Per tali motivi, le scriventi Amministrazioni ed OO.PP. agricole, chiedono un incontro in tempi brevi con i vertici regionali  e la convocazione urgente del tavolo tecnico, appositamente costituito ed insediato il 28 gennaio scorso e mai riconvocato.
     
                   

 

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