“Sfrattati” di Largo Martiri di Via Fani a Ribera: lunedì autoconvocazione ad Agrigento

“Sfrattati” di Largo Martiri  di Via Fani a Ribera: lunedì autoconvocazione ad Agrigento

Le 64 famiglie "sfrattate" si sentono prese in giro ed abbandonate e hanno deciso di autoconvocarsi nella sede dell'IACP di Agrigento, proprietario in alcuni casi degli immobili e responsabile del procedimento dei lavori di demolizione e ricostruzione. Intanto il sindaco Carmelo Pace e il presidente del consiglio Giuseppe Tortorici scrivono al presidente della regione Rosario Crocetta, per chiedere un incontro.

Dopo il corteo di sabato scorso organizzato dal sindaco e l’occupazione “pacifica” del piazzale dove sorgono le palazzine evacuate, oggi hanno deciso di auto convocarsi presso la sede dell’Iacp di Agrigento. Si tratta dei 64 occupanti delle  palazzine di Largo Martiri di Via Fani a Ribera, che dopo lo sfratto disposto dalla magistratura per inadeguatezza delle abitazioni  dichiarate a rischio crollo, sono adesso senza casa e senza soprattutto notizie riguardo al loro futuro. Hanno deciso di richiamare in tal modo l’attenzione su cosa sta succedendo e al tempo stesso annunciano che  se entro martedì non vedono atti concreti, ritorneranno in quelle case che in modo pacifico hanno lasciato.

“Ci rivolgiamo per l’ennesima volta, all’Istituto Autonomo Case Popolari, al Presidente della Regione, all’Assessore Regionale alle Infrastrutture e a tutti i deputati agrigentini, nazionali e regionali, affinché ci si attivi con la massima urgenza al fine di dare inizio ai lavori di ricostruzione delle palazzine di Largo Martiri di via Fani” - afferma il sindaco Carmelo Pace, il quale aggiunge -  “manifestiamo ancora una volta, tutta la preoccupazione sulla vicenda delle palazzine di Largo Martiri di via Fani, poiché sulla stessa, nonostante il trascorrere dei giorni, non si registrano positive novità. Continuiamo a chiedere che ci si attivi con la massima urgenza al fine di dare inizio ai lavori di ricostruzione delle palazzine e a chiedere notizie certe ed immediate sulla data di inizio dei lavori”.
Dunque dopo finanziamenti promessi ma non previsti (il presidente Crocetta in visita nelle palazzine aveva  assicurato allora l’intervento della Regione per la ricostruzione degli alloggi, finanziamento che non è stato però previsto in finanziaria), gli abitanti di Via Fani a Ribera sono esasperati. Arriva quindi l’auto convocazione per lunedì 10 giugno alle ore 10:00; un tavolo di confronto a cui sono stati invitati il Commissario Straordinario dell’Iacp di Agrigento, il Presidente della Regione, gli onorevoli Alfano,   Bosco,   Capodicasa,   Gallo,   Iacono, Moscatt, Cascio, Cimino, Di Mauro, Firetto, Fontana, La Rocca, Mangiacavallo e Panepinto,  i  senatori Marinello  e Ruvolo. Deputazione a vari livelli che è chiamata ad essere presente ma soprattutto a dare risposte e impegni precisi, su una situazione che non è più tollerabile. Ricordiamo che il comune al momento si è fatto carico delle spese di locazione per ciascuna famiglia, oneri che diventano non più rispettabili per un ente che come altri deve far quadrare i conti pena il default.
Intanto nella mattinata il sindaco Pace e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Tortorici, hanno inviato una lettera al presidente della Regione Rosario Crocetta, rappresentando la pressante esigenza di avere fissato un incontro al quale possa partecipare anche una delegazione del Consiglio comunale. 
“La presente ed ennesima richiesta che fa seguito anche alla manifestazione di sensibilizzazione che si è svolta sabato mattina, scaturisce dal grave disagio che la comunità riberese sta vivendo e dall’esigenza di avere risposte certe. Non riusciamo a comprendere questa mancanza di attenzione del Governo regionale su una problematica così drammatica, nonostante la presenza di riberesi che a vario titolo sono ai vertici del Governo regionale. Non riusciamo a comprendere - continuano il sindaco e il presidente del consiglio - questa disattenzione nei confronti delle tante famiglie che stanno vivendo questa tragica situazione. Una situazione alla quale si aggiunge quella, di incertezza, che riguarda l’ospedale di Ribera.” 
La situazione di difficoltà e disagio è tale da richiedere interventi tempestivi e non più procrastinabili. Agli abitanti delle 10 palazzine di Largo Martiri a Ribera, che in maniera pacifica e senza creare problemi, educati e civili, hanno lasciato le proprie case, si devono dare risposte per evitare che l’esasperazione possa sfociare in fatti di disordine e di violenza. Intanto hanno fatto sapere che se non riceveranno risposte su tempi e modi di riavere una casa, ritorneranno nelle palazzine che tre mesi fa hanno in maniera composta lasciato, minacciando di occuparle. E qui eventualmente la situazione si farebbe più seria.
 

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