Diffidati i cittadini che hanno riscosso i contributi per la ricostruzione della propria abitazione e non li hanno spesi per ultimare i lavori. Rischiano la revoca del finanziamento. “Visto l’atto di indirizzo del Consiglio Comunale, dell’aprile scorso, riguardante la presa d’atto della situazione sui ritardi nell’edilizia privata a contributo statale - spiega il Sindaco Franco Valenti- dopo avere già diffidato, nei mesi addietro, le ditte interessate a riattivare la procedura per la ripresa immediata dei lavori, adesso stiamo notificando ad una decina di ditte questo provvedimento perentorio”. In sostanza, entro 30 giorni improrogabili dalla data di notifica, le dittei dovranno riprendere immediatamente i lavori, con la presentazione di nuova istanza per il rilascio della Concessione Edilizia, e la riconferma del contributo, per i lavori da eseguirsi. Dall’Ufficio Ricostruzione fanno sapere che “la fruibilità del contributo è subordinata alla materializzazione delle opere di ricostruzione e pertanto il decreto di concessione del contributo e la concessione edilizia sono strettamente correlati”. Inoltre precisano che “la decadenza della Concessione edilizia, comporta l’inefficacia del contributo e quindi la perdita del diritto a riscuotere le somme concesse per la non operabilità sul conto vincolato, pertanto, il mancato rilascio della C.E. (imputabile all’intestatario del contributo) o la sua decadenza nei termini di efficacia, previsti dal regolamento edilizio comunale, comporta la revoca del contributo”. In definitiva chi riceve la notifica, dovrà immediatamente richiedere una nuova C.E. e la riconferma del contributo, per i lavori da eseguirsi, spiegando con apposita dichiarazione i motivi del ritardo, e nel caso in cui, passati i 30 giorni, non verrà presentata la nuova istanza di C.E. il Comune procederà ad avviare l’iter per la revoca del finanziamento e gli atti consequenziali a tale revoca.