In occasione della ricorrenza di San Giuseppe, mercoledì 19 marzo, grazie all’impegno di numerosi volontari, si riscopriranno le antiche tradizioni.
Un tempo, nella giornata di San Giuseppe, numerose famiglie aprivano le porte della propria casa offrendo il pranzo ai bambini bisognosi dei vari quartieri della cittadina. Tale rituale, dal nome “Li Virgineddi”, torna quest’anno grazie all’idea del “Gruppo Vincenziano” che proprio mercoledì, nella sede di via Morante a Santa Margherita di Belìce, aprirà le porte ad oltre settanta bambini che trascorreranno delle ore in allegria gustando le tante prelibatezze preparate dai volontari.
A tavola, oltre ai piatti della tradizione culinaria, anche la minestra di fave e ceci,che un tempo veniva offerta ai piccoli partecipanti a cui alla fine veniva donata un’arancia e un pezzo di pane benedetto.
L’antico rituale, praticato un tempo da molte famiglie “per grazia ricevuta”, era un modo per stare insieme e condividere dei momenti di semplice fede e amore verso gli altri.
Quest’anno a festeggiare insieme ai bambini ci saranno anche i genitori e le autorità istituzionali e ecclesiali. Un momento di incontro, per sensibilizzare tutti ad una maggiore riflessione sui bisogni di coloro che troppo spesso vengono dimenticati.
A consumare i pasti benedetti in un clima di festa e solidarietà, oltre ai volontari locali, ci sarà la presidente regionale del “Gruppo Vincenziano Anna Lapis” e la vice presidente Caterina Catania Venza .
A preparare la tradizionale minestra di San Giuseppe l’instancabile volontaria Autilia Mangiaracina.“Anche quest’anno – sottolinea il presidente del “Gruppo Vincenziano” margheritese, Giovanni Monreale – proveremo ancora una volta a diffondere il messaggio della fede verso il Signore, attraverso il dolce sorriso dei tanti bambini margheritesi che da molti anni assistiamo con attenzione e amore”.