“Per il distretto di Palermo, si è rilevata la necessità di mantenere il tribunale di Sciacca, non solo per l’inadeguatezza dei collegamenti tra i comuni del circondario-zona occidentale della provincia di Agrigento e il capoluogo di provincia (inesistenza di rete ferroviaria e di autoservizi urbani), ma anche e soprattutto perché insiste in contesti territoriali caratterizzati da un’alta densità criminale (a 30 km da Sciacca vi è il comune di Castelvetrano, residenza della famiglia di Messina Denaro) come avvalorato dalla audizione del Procuratore distrettuale, dott. Messineo”.
E quanto riporta il nuovo parere della Commissione giustizia della Camera, limitatamente al caso del Tribunale di Sciacca e ai motivi del suo mantenimento.
Questo parere si aggiunge a quello della Commissione Giustizia del Senato, che nella giornata di ieri ha salvaguardato la sopravvivenza di taluni tribunali, particolarmente esposti sul fronte della lotta alla mafia, fra cui Sciacca, provvedimento votato a favore da Api, Pdl, Fli, Idv e Lega, con l’astensione del Pd, mentre l'Udc non ha partecipato alla votazione.
Torna la speranza per la conferma di un presidio giudiziario virtuoso e con Sciacca anche in zona salvezza i tribunali di Cassino, Lamezia Terme, Castrovillari, Chiavari e Bassano del Grappa.
I pareri non sarebbe vincolanti al fine dell’attuazione del manovra Monti al punto che prevede la riduzione dei costi della giustizia, ma ad ogni modo sono elementi che possono in qualche modo fare pressing sul governo e far fare dietro front ad una decisione che ci penalizzerebbe di un’importante presidio di legalità. Le due commissioni camerali, formate da onorevoli e senatori, sono entrambi favorevoli al mantenimento di alcune strutture ritenute di fondamentale importanza e vitalità per caratteristiche di lotta e di prevenzione di fatti mafiosi, come quello di Sciacca e questo ci gratifica, ma al tempo stesso non possiamo non rilevare come il fenomeno mafia a questo punto sia elemento determinante per i giudizi favorevoli e per convincere la ministro Severino a fare un passo indietro e per certi versi ci spiace che Sciacca sia considerata città di mafia. Ma se questo serve per la sopravvivenza del tribunale, chiniamo il capo, e ingoiamo il boccone amaro di essere catalogati come abitanti in zona ad alta densità mafiosa (è purtroppo realtà, ma la mafia di solito non fa merito anzi). Mai come in questi casi il mezzo giustifica il fine.