Non ci saranno i carri allegorici a sfilare per le vie della città, come non ci saranno i gruppi mascherati e l’atmosfera che da sempre contraddistingue la festa. Come è notizia ormai anche l’edizione 2013 del carnevale di Sciacca non si svolgerà nel tradizionale modo che i saccensi e i tanti affezionati visitatori ormai conoscono. La mancanza di fondi da parte della regione che non ha previsto somme per i carnevali di sicilia, ma anche le esigue casse comunali che non hanno consentito di investire fondi per questa manifestazione, che di somme invece ne necessità almeno 300 mila di euro, non hanno permesso precisi impegni nè da parte delle istituzioni, nè da parte degli operatori della festa (carristi, associazioni culturali, operatori dello spettacolo) per lo svolgimento dell’edizione targata 113 della festa sciacchitana. Una situazione questa che ha generato in città momenti di dibattito politico tra i favorevoli e i contrari, tra chi si è detto d’accordo ad uno slittamento della festa in altro periodo lontano da quello previsto come da calendario, tra semplici affezionati della tradizionale kermesse popolare, e chi invece ha sollevato critiche commentando che il fare la festa in questo momento di crisi economica sarebbe stato una beffa e una mortificazione nei confronti di quanti certo non se la passano splendidamente, soldi parlando, e che purtroppo invece ha dovuto pagare le tasse volute dallo stato e aumentate dal comune per consentire anche di rispettare, grazie alle somme versate, il patto di stabilità del comune su cui fino all’ultimo si è temuto il dissesto finanziario.
A Sciacca già da lunedì appena passato sarebbe stato carnevale; tutta la città si sarebbe stata in fermento per la festa più attesa dell’anno; i carrelloni posizionati già lungo il viale dei Cappuccini per le operazioni di assemblaggio dei pezzi per l’allestimento dei carri allegorici; le maestranze al lavoro in una sorta di corsa contro il tempo (e avrebbero dovuto anche lavorare sotto la pioggia viste le condizioni climatiche, ma a questo i saccensi ci sono ormai abituati) per arrivare pronti al giorno di sabato grasso per dare inizio alla sfilata delle loro “creature di carta”. Tanti i visitatori per il “pellegrinaggio” tra i pupi da montare, tra elettricisti , fabbri, pittori e tanti addetti, per curiosare e dare i primi verdetti, i primi giudizi sul potenziale vincitore tra i carri partecipanti. Si sarebbero già approntati i primi pronostici su chi sarebbe arrivato per prima nella competizione…… insomma un totocarroallegorico. E invece tutto questo rimane ancora per tutta la città, (anche per chi ogni anno snobba la festa) un ricordo, un rammarico per un mancato divertimento e distrazione, per una tradizione che ancora una volta non si è rispettata, quasi in una forma di rassegnazione, di disamoramento che prende il saccense in maniera passiva.
In questi giorni l’amministrazione comunale ha cercato di non fare passare in silenzio questo periodo, organizzando ugualmente delle manifestazioni legate al carnevale; per il fine settimana, di concerto con alcuni commercianti del centro storico ci sarà animazione carnascialesca nelle piazze della città. Musica, balli e note delle passate edizioni. Una sorta di amarcord tra i più trascinanti motivi del carnevale di Sciacca….Ma per i saccensi o schiacchitani come meglio preferite, questo non basta per chiamarsi “Carnevale di Sciacca”, un ricordo che si rinnova per 111 edizioni non può essere cancellato facilmente. La festa scorre nel dna di ogni persona, piccola o grande che sia a Sciacca, e certamente non può essere spazzato via facilmente o rimpiazzato con altro se non compatibile con l’originale. Dunque tutti in piazza a festeggiare un carnevale senza carri e senza gruppi. Chissà a quanti poi piacerà, ma è ugualmente carnevale e bisogna divertirsi.