Chiusura Tribunale di Sciacca, il sindaco Fabrizio Di Paola manifesta viva preoccupazione

Chiusura Tribunale di Sciacca, il sindaco Fabrizio Di Paola manifesta viva preoccupazione

Dopo le notizie di ieri che danno ormai per scontata la chiusura del tribunale di Sciacca, e le dichiarazioni del ministro Severino, decisa a chiudere quelle sedi che secondo una valutazioni economica, costa molto allo Stato, la preoccupazione oggi si tocca con mano, non solamente per il venire meno di un presidio giudiziario come quello di Sciacca, di notevole importanza visti i processi di mafia che si sono celebrati e alcuni ancora in corso, ma anche per l’enorme disagio sia economico che di sicurezza per i tanti lavoratori della struttura.

Andrebbero a svolgere lavoro presso la sede di Agrigento percorrendo una strada la 115 definita della morte, appunto per i molteplici incidenti mortali che la mancata messa in sicurezza ha provocato in diversi anni. Alcuni probabilmente opteranno per altre sedi ma ovviamente non potranno più prestare attività a Sciacca. Dunque appaiono vani tutti i tentativi di fare pressing sul governo per il mantenimento del presidio, attuati in questi mesi; le varie manifestazioni cittadine, gli interventi della classe politica locale, della magistratura che nelle sedi opportune di studio e di valutazione, come l’Organismo Unitario dell’avvocatura, ha manifestato gli aspetti positivi di tribunali come quello di Sciacca, ma anche le interlocuzioni con il Capo del Dipartimento del Ministero della Giustizia Luigi Birritteri, che ha presieduto la Commissione di valutazione dei criteri di razionalizzazione dei cosiddetti tribunali minori.

Oggi alla luce dei provvedimenti adottati dal Governo è il sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola, tra l’altro operatore della giustizia in quanto avvocato di professione, ad esprimere forte preoccupazione per la piega che sta prendendo l’azione del Governo Monti nella revisione dei presidi giudiziari.

“Sto seguendo molto da vicino e da tempo – dichiara il sindaco Fabrizio Di Paola – -la vicenda del tribunale di Sciacca, in costante contatto con gli onorevoli Angelino Alfano, Giuseppe Marinello ed altri parlamentari agrigentini. In ogni sede ed in ogni occasione ho rappresentato la preoccupazione della città, di un intero territorio per la ventilata ipotesi di ridimensionamento o taglio del presidio giudiziario di Sciacca che grandi e indiscutibili risultati ha conseguito nella lotta alla mafia e alle illegalità.
Un aspetto, quello del forte impatto nel territorio della criminalità organizzata, di cui - a leggere le indiscrezioni della stampa - ha tenuto giustamente conto nelle sue valutazioni la commissione presieduta da Luigi Birritteri, orientata per tale ragione
per il mantenimento del tribunale.

Non vorremmo, scrive ancora il sindaco, adesso che la sfrenata corsa alla spending review conduca a soluzioni opposte, paradossali e irrazionali, vanificando tutti gli sforzi fin qui compiuti per tutelare una esigenza primaria del territorio.
Il tribunale di Sciacca va mantenuto, secondo il primo cittadino, per la sua insostituibile funzione di presidio contro la criminalità organizzata. Su questo tema non ci può essere alcun arretramento. Non possiamo riempirci la bocca di belle parole sulla necessità di combattere la mafia ad ogni costo e poi, in concreto, tagliare con un colpo di accetta strutture e strumenti che servono proprio per sradicarla dai territori dove opera”. Staremo a vedere quali saranno le notizie che giungeranno da Roma dopo l’approvazione di stanotte della manovra contro gli sprechi da parte del Governo centrale.

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