Deve studiare ed aggiornarsi permanentemente ed assicurarsi obbligatoriamente. In compenso l’onorario è lasciato alla libera contrattazione. Potrà farsi pubblicità e costituire società che si potranno iscrivere all’Ordine. I procedimenti disciplinari saranno tenuti da un apposito Collegio nominato dal Presidente del Tribunale su una rosa di nominativi proposti dall’Ordine.
Così incide la riforma delle professioni sulla pratica quotidiana degli architetti. Di questo si è discusso ieri sera a Sciacca, nella sala Blasco, in una affollata assemblea di Architetti provenienti dall’area saccense e della zona del Belice.
A relazionare il vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Rino La Mendola.
La riforma modifica radicalmente i diritti ed i doveri di architetti ed ingegneri.
Ha aperto i lavori l’architetto Giuseppe Mazzotta, vice Presidente della Fondazione degli Architetti nel Mediterraneo, salutando l’intervento introduttivo del Presidente del Consiglio dell’Ordine, Emanuele Maratta.
In particolare si è parlato della formazione continua per tenere alta la professionalità dei professionisti, dell’assicurazione professionale obbligatoria a garanzia dell’utenza e del rapporto tra Architetti e professione con le nuove ''tariffe'' per le gare di progettazione e dell’obbligo del contratto con i privati.
“Faremo di tutto per sviluppare la formazione on line per abbattere i costi” dice La Mendola.
Se i principi della concorrenza possono essere più facilmente applicati ai lavori privati, dove committente e progettista si accordano sul compenso, la cancellazione delle tariffe professionali ha lasciato un vuoto di riferimenti nelle liquidazioni giudiziali, quindi in caso di contenzioso, e nelle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.
“Per risolvere questa difficoltà, il DM 140/2012 ha fissato i parametri cui i giudici devono far riferimento per la liquidazione del compenso in caso di lite tra professionista e privato” evidenzia La Mendola che aggiunge: “Secondo il DM 140 l’organo giurisdizionale può infine aumentare o diminuire il compenso fino al 60% rispetto a quello altrimenti liquidabile”.