Anche l'Associazione Ceramisti di Sciacca interviene sulla situazione che si è venuta a creare a seguito del crollo sul ponte Verdura. In un lettera indirizzata al sindaco, agli assessori alla ceramica e alle attività produttive e al presidente del consiglio comunale, il presidente Antonino Carlino scrive che “ L'Associazione Ceramisti ha assistito con pazienza al rinviare di proposte in merito a quale ente (civile o militare) dovesse con velocità adoperarsi per risolvere l'emergenza iniziale dopo il crollo del ponte avvenuto più di un mese fa.” L’associazione che raggruppa gli artigiani della ceramica di Sciacca, pone all’attenzione degli organi istituzionali della città, le relative conseguenze di tali ritardi che “inficieranno l'inizio se non l'intera stagione turistica.”
I ceramisti ritengono che “l'interruzione del tratto stradale e l'allungamento dei tempi di percorrenza dovuti al tratto stradale alternativo peraltro molto disagevole e pericoloso, possano creare pregiudizio negativo in quei tour operator che hanno itinerari turistici ricadenti nei parchi archeologici di Segesta, Selinunte, Eraclea Minoa ed Agrigento. Pertanto Sciacca che si trova in posizione strategica al centro di tali itinerari, verrebbe esclusa dalle soste turistiche vista l'interruzione stradale o i ritardi di percorrenza in entrambe le direzioni di marcia sulla SS115. L'intera situazione negativa ha ricadute ancor peggiori nel traffico veicolare turistico di tipo privato.”
“Il nostro timore - conclude la nota - ha avuto riscontro in vari episodi verificabili, e si invitano gli assessori ai rami e gli organi istituzionali della città, ad agire con la massima urgenza presso tutti quegli organi politici o tecnici responsabili e delegati alla risoluzione del disagio che si va a sommare alle contingenze negative della crisi economica”.