Nuovo stato di agitazione tra i dipendenti del Grand Hotel delle Terme di Sciacca dopo la notizia della chiusura della struttura alberghiera per il 16 novembre prossimo.
Proprio la data dello stop all’attività lavorativa è stata la fiamma che ha fatto riaccendere una situazione esplosa già lo scorso mese di aprile, quando a stagione termale iniziata e struttura alberghiera ancora chiusa, i lavoratori si erano simbolicamente incatenati davanti all’ingresso dell’hotel. Sindaco e sindacati avevano mediato con l’amministratore liquidatore Turriciano, che solo dopo l’intervento della Regione, che assicurava le somme alle Terme di Sciacca, diede il via libera all’assunzione dei dipendenti. A loro era stato garantito una continuità lavorativa tale da poter fruire degli ammortizzatori sociali previsti agli stagionali.
Adesso invece la decisione di chiudere l’albergo la metà di novembre. Oggi i lavoratori hanno reso noto il loro dissenso con un comunicato. “Anche se non contenti, allora noi accettammo l’offerta dei 3 mesi più garanzie di altri 3 mesi, per non danneggiare la città e le terme; oggi invece si danneggiano non solo le finanze dei lavoratori mono reddito, ma anche l’immagine di Sciacca essendo l’hotel l’unico con annesse le terme”, scrivono i lavoratori che aggiungono “la struttura alberghiera è convenzionata con Inps, Inail e Asl e dovrebbe garantire le cure termali tutto l’anno. Noi lavoratori siamo preoccupati per il futuro delle nostre famiglie – concludono - e chiediamo che una volta e per tutte qualcuno si renda conto della gravità e ci dia una prospettiva di lavoro più sicuro”.