Il Tribunale resta per mafia: c'è il Decreto. Ampliato il circondario con i comuni del belìce trapanese

Il Tribunale resta per mafia: c'è il Decreto. Ampliato il circondario con i comuni del belìce trapanese

E' stato depositato questa mattina il decreto di riforma delle circoscrizioni giudiziarie che ufficializza il mantenimento del tribunale di Sciacca: il decreto prevede l'ampliamento del circondario saccense con i Comuni del belice trapanese di Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Poggioreale.

Il via libera del Governo alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie era giunto nel Consiglio dei ministri n. 42 del 10 agosto scorso, in cui si era  licenziato il testo finale del decreto, in attuazione della delega conferita con la legge di stabilità (la n. 148/2011 varata del precedente governo). In quell'occasione erano state soppressele 220 sedi distaccate, 31 tribunali e 31 procure, 667 uffici del giudice di Pace, salvi solo i presidi antimafia.

Stamane il testo del decreto è tornato in Consiglio dei ministri  per ottenere il "visto, si stampi" e la presentazione del "cronoprogramma" della riforma da parte del ministro Severino. La pubblicazione in "Gazzetta" invece è attesa per i primi di settembre dopo la firma del Presidente Napolitano. E' da quella data che decorreranno i 12 mesi (all'inizio erano 18) per rendere operativo il taglio. Il ministero della Giustizia pubblicherà sul proprio sito l'elenco degli uffici del giudice di pace soppressi, ed i comuni avranno 60 giorni di tempo per chiedere di mantenere in vita l'ufficio accollandosene i costi, salvo lo stipendio del giudice. Per fine dicembre, invece, dovranno essere ridisegnate le piante organiche di tutti gli uffici giudiziari e dunque dare seguito ai trasferimenti di magistrati e cancellieri nelle nuove sedi più grandi. In presenza di "specifiche ragioni organizzative o funzionali" però il ministro potrà consentire la sopravvivenza della struttura per altri 5 anni.

Il nuovo panorama dei tribunali La versione definitiva del decreto prevede:

1) la soppressione di tutte le 220 sedi distaccate di tribunale, confermando così l’iniziale previsione;

2) la riduzione e l’accorpamento di 31 tribunali e di 31 procure. Rispetto allo schema di decreto, il Governo ha deciso di mantenere i presidi giudiziari nelle aree ad alta infiltrazione di criminalità organizzata (Caltagirone e Sciacca in Sicilia; Castrovillari cui sarà accorpato il tribunale di Rossano, Lamezia Terme e Paola in Calabria; Cassino cui sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta nel Lazio) e di dotare di un Ufficio di Procura anche il Tribunale di Napoli nord;

3) la soppressione di 667 uffici di giudici di pace, mantenendo - rispetto alla previsione iniziale - un giudice di prossimità in sette isole (Ischia, Capri, Lipari, Elba, La Maddalena, Procida, Pantelleria) in modo da consentire anche l'eventuale deposito di atti urgenti in casi di irraggiungibilità della terraferma;

4) la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, per i quali non sono previsti né esuberi né messa in mobilità.


Salvati i presidi nelle zone ad alta intensità mafiosa Per il ministro della Giustizia Paola Severino rispetto ai pareri resi dal Csm e dalle Commissioni parlamentari, che in alcuni passaggi registravano “posizioni diversificate”, si è ritenuto di accogliere l’indicazione comune e cioè la richiesta di mantenere “un forte presidio giudiziario nei territori caratterizzati da una significativa presenza della criminalità organizzata”.

In tal modo si è voluto scongiurare il rischio paventato durante le audizioni parlamentari dei procuratori distrettuali, ed emergente anche dalle indicazioni espresse dal Csm, che la soppressione di tribunali in quelle aree potesse comportare rischi sul fronte della lotta alle mafie.

“Un terreno questo - ha sottolineato il Ministro Severino - su cui il Governo non intende in alcun modo arretrare, neanche sul piano simbolico. Per queste ragioni, sono state espunte, dall’iniziale elenco di 37 tribunali e relative procure, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata, con l’accorpamento, ove possibile, di tribunali e/o sezioni distaccate, caratterizzate da una criminalità mafiosa omogenea, dalla contiguità territoriale e dalla comunicazione tra i territori”.

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