Comitati e associazioni in difesa dell’acqua pubblica, continuano a muoversi per tutelare il diritto alla cosa pubblica e contro la gestione del servizio da parte della Girgenti Acque.
L’associazione politico-culturale La Nuova Primavera, così come il comitato per la Sacralità dell’acqua, hanno trasmesso al sindaco Di Paola, con separate note protocollate, le proprie proposte di modifica alla vigente regolamentazione del servizio idrico. In particolare si riferisco a richieste di variazione ed integrazione da apportare alla delibera n.20 del 29/10/2013 del commissario liquidatore dell’Ato idrico di Agrigento.
“È nostro dovere in quanto associazione che ha scelto di impegnarsi sulla tematica dell’acqua - dichiara il presidente de La Nuova Primavera, Salvatore Termine - presentare a chi di competenza, in questo caso il Sindaco in quanto rappresentante della città presso l’Ato, le nostre proposte in materia.” In particolare La Nuova Primavera chiede la rimodulazione al ribasso delle tariffe a carico degli utenti del servizio idrico integrato; che venga dichiarato nullo il piano tariffario e ne venga adottato un altro che si discosti il meno possibile dalle tariffe che erano in vigore negli anni in cui la gestione del servizio idrico integrato era affidata all’ente pubblico. Inoltre, secondo l’associazione, tale nuovo piano tariffario dovrebbe prevedere sgravi ed agevolazioni per le fasce meno abbienti, i disoccupati, i pensionati sotto una certa soglia, le giovani coppie appena sposate ed i giovani sotto i trenta anni che scelgono di mettersi in proprio ed aprire aziende, attività commerciali o studi professionali. In ultimo viene sollecitato il ripristino della franchigia di ottanta metri cubi da pagare in maniera forfettaria e senza canone per tutte le utenze, sulla scorta di quanto avveniva negli anni in cui a gestire il servizio idrico integrato era l’ente pubblico.
Il comitato per la sacralità dell’acqua che ha depositato tra l’altro al sindaco le 7000 firme raccolte con la quale si chiede la risoluzione del contratto con la Girgenti Acque, unica soluzione definitiva ai problemi determinati da questa gestione, presenta al contempo una serie di proposte contenuti in nove punti che riguardano: la concessione agli utenti che ne facciano richiesta della rateizzazione dell’eventuale debito nei confronti del gestore idrico, con contestuale pagamento della prima rata, senza obbligo dell’immediato versamento del terzo della somma complessivamente dovuta; la concessione della rateizzazione dei debiti dei condomini su esclusiva sottoscrizione da parte dell’Amministratore del condominio; l’obbligo di rilascio di un protocollo d’ingresso per le istanze presentate dagli utenti così come l’obbligo d’intervento e/o di risposta scritta entro un termine fisso (esempio entro 30 gg) a seguito di segnalazioni di anomalie da parte degli utenti, con previsione di una penale a carico del gestore per ogni giorno di ritardo oltre il termine stabilito; l’applicazione delle tariffe più favorevoli in condomini con diverse tipologie di utenza, laddove il gestore non sia in grado di determinare con esattezza i consumi da imputare ai singoli condomini; il ripristino degli 80mc minimi garantiti ricompresi nel pagamento degli oneri fissi attualmente versati; il divieto assoluto dell’interruzione della fornitura del servizio per morosità (ai sensi della L.R. 2/2013), con particolare riguardo alle fasce di utenza disagiate; equiparazione alle tariffe ‘residenti’ a quelle ‘non residenti’ o, in subordine, sostanziale diminuzione delle tariffe ‘non residenti’. Infine il rimborso per gli utenti che hanno provveduto a pagare le spese di manutenzione per le condutture derivate (cosiddetti “diritti di appresamento”). Richieste di cui il sindaco dovrà farsi portavoce, considerato che queste è espressione anche e soprattutto di ciò che vuole la gente.