Sono 12 mila i distacchi di utenze nella provincia di Agrigento, che nelle prossime settimane la Girgenti Acque eseguirà per consumi fatturati e non pagati.
Un numero consistente che riguarderà diverse famiglie che ancora una volta devono fare i conti con una gestione di un bene pubblico di primaria necessità, quale è l’acqua, affidata ad un privato, che da un lato eroga un servizio non sempre efficiente, e dall’altro riceve un corrispettivo pagabile nei termini fissati in bolletta. Fatturazioni errate a volte non corrispondenti ai consumi e poco comprensibili, disguidi continui nella distribuzione giornaliera, lavori frequentemente non eseguiti a regola d’arte e tra l’altro addebitati all’utenza, distacchi e riattivazioni di contatori con ulteriori aggravi di costi; problematiche che da anni vengono evidenziate dai cittadini/utenti agli amministratori di quei comuni che hanno consegnato le reti idriche e quindi detto si a questa gestione dell’acqua.
Una situazione che di continuo esaspera gli animi di quanti si vedono sospeso il servizio idrico, come è avvenuto alle 28 famiglie di uno stabile di Ribera che da tre giorni non ricevono acqua per via di un debito nei confronti di Girgenti Acque, quantificabile a nucleo familiare, in 180 euro, 5 mila euro per un condominio servito da un solo contatore che, non in regola con i pagamenti, è stato distaccato lasciando tutti i residenti in serie difficoltà. La politica adottata in questi anni dal gestore dell’acqua del resto secondo il contratto è in linea con i principi di economia (erogazione di servizio = pagamento di corrispettivo), ma è anche vero che si tratta di un servizio di primaria necessità su cui la formula consumo=costo non sempre risulta appropriata.
I cittadini si dicono stanchi, e supportati da sindacati, associazioni, esponenti della chiesa, hanno detto no a questo stato di cose, chiedendo con forza la risoluzione del contratto per gravi inadempienze. A Sciacca un numeroso gruppo di utenti si è costituito in Comitato Civico che a breve procederà ad una raccolta di firme e poi ad una mobilitazione generale per sensibilizzare quanta più gente possibile e sollevare un grido di dissenso verso il sistema di gestione di un bene comune su cui proprio i cittadini si sono espressi anni fa attraverso un referendum, per la gestione pubblica. Risultato referendario disatteso dalla politica regionale che fino ad oggi si è fatta sorda alle richieste di un popolo che non è più “sovrano”.
Anche alcuni sindaci hanno aderito all’iniziativa del comitato civico contro girgenti acque, come Sciacca, Sambuca, Montevago, Calamonaci e Menfi, comune quest’ultimo che non ha ancora consegnato le sue reti idriche e dove dunque l’acqua non si paga. Intanto la Cgil di Sciacca ha presentato un esposto alla procura proprio per denunciare la gestione del servizio idrico; ma anche la Federconsumatori, ha in proprio messo in atto i suoi uffici legali segnalando situazioni illecite.
Intanto sulla situazione delle 28 famiglie di Ribera, è intervenuto il primo cittadino Carmelo Pace, che da subito ha contattato assieme al Presidente del Consiglio comunale la Girgenti Acque, che ha assicurato il ripristino del contatore della palazzina. Pace fin d’ora comunica che alla luce di quanto avvenuto diffida la Girgenti Acque dall’effettuare altri distacchi di contatori, interrompendo l’erogazione del servizio ad altre famiglie riberesi, perché non può essere consentito lasciare famiglie senza acqua e questo non deve, per nessun motivo, accadere.