“La prendo col sorriso. Mi auguro che i nostri bravissimi carristi e copionisti mi facciano bersaglio della loro satira. Il Carnevale di Sciacca garantisce a tutti la libertà di espressione e di ironia, da più di un secolo”. È quanto ha dichiarato oggi il sindaco Fabrizio Di Paola intervistato dalla redazione di Mediaset riguardo alla notizia riportata da diverse testate e anche dalla nostra, su quanto previsto nel bando di partecipazione emesso dal comune e precisamente all’art.21 che cita testualmente “ E’ fatto assoluto divieto di esporre o pronunciare, nel corso della manifestazione, frasi di dissenso, plateali forme di protesta e ogni altra forma di espressione ed esternazione lesiva dell’immagine della kermesse, degli operatori, degli Enti Organizzatori e Patrocinanti e non conforme alla spirito festoso del Carnevale di Sciacca. Ai trasgressori verrà applicata una penale di un massimo di € 3.500,00.”
Se ne esce in maniera elegante e scherzosa oggi il primo cittadino che addirittura accetta e invita a prenderlo di mira. Ma non solo, assieme al suo assessore allo spettacolo Monte, precisa che l’art.21 oggetto di critiche e disappunti “è una norma ripresa dai bandi precedenti, a tutela dei carristi e della loro genuina creatività e non per limitare la loro espressione”. In buona sostanza si è fatto copia e incolla di quanto scritto gli altri anni senza evidentemente approfondire cosa gli articoli prevedessero.
“La norma è stata presentata – aggiungono – come novità assoluta dell’edizione del 2014, ma non è così. Nel dare come sempre ampia libertà di espressione satirica, si rammenta semplicemente che ci sono dei limiti di legge. Non si riferisce assolutamente alla satira contenuta nei copioni che fra l’altro dovranno comunque rispettare le buone norme civili evitando la volgarità pur mantenendo l’espressione allegorica e il doppio senso delle parole, così come riportato nell’articolo 8 dello stesso bando. Nel Carnevale di Sciacca è garantita piena libertà di ironia e di satira a chi decide di partecipare allestendo carri allegorici, ma nel rispetto delle persone e dello spirito festoso della manifestazione. Non si può dunque dire quello che non è, e spostare i riflettori da quello che è l’obiettivo dell’Amministrazione comunale: il rilancio del Carnevale dopo anni di interruzione”.
Insomma abbiamo tutti interpretato male un passaggio che invece, secondo il sindaco e l’assessore allo spettacolo, è solo un invito ai carristi e copionisti ad essere critici e satirici, liberi di sparlare e beffare; il tutto senza però offendere. A questo punto vorremmo proprio capire a chi si riferisse il divieto riportato nell’art.21.
“ Se i carristi si sentiranno limitati dall’articolo 21, che è un articolo a loro tutela e mai contestato in passato, siamo disponibili a rivederlo e a chiarirne meglio i contenuti”, dichiarano Di Paola e Monte, che infine precisano che l’organizzazione e la valorizzazione dell’edizione 2014 del Carnevale di Sciacca, è stata affidata a una impresa privata con una gara a evidenza pubblica.