Di questi tempi, con i comuni sempre più stretti dalla morsa del patto di stabilità, dal taglio dei trasferimenti statali e regionali, di debiti da onorare, si torna in maniera pressante, a parlare di tassa di soggiorno, in diritto chiamata “imposta di soggiorno”, reintrodotta con Dlgs 23/2011 (era stata abolita nel 1991), per sovvenzionare capoluoghi di provincia, unioni di Comuni e località turistiche o città d’arte, i cui introiti derivanti da questa tassa, sono destinati a finanziare interventi in materia di turismo e recupero di beni culturali e ambientali. Il decreto da facoltà ai comuni presenti negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte di istituire un’imposta di soggiorno a carico dei soggetti non residenti che alloggiano nelle strutture ricettive alberghiere e extra-alberghiere del proprio territorio per turismo o per affari, stabilendone anche i limiti di attuazione. E’ data infatti facoltà alle amministrazioni comunali di applicare o meno la tassa a seconda delle esigenze di bilancio.
Ogni Comune delibera autonomamente sull’ammontare del contributo, le esenzioni e il periodo di applicazione nel proprio territorio, con modalità definite dal regolamento comunale. Si calcola moltiplicando il numero degli ospiti per il numero dei loro pernottamenti e poi il risultato ottenuto per la tariffa corrispondente alla categoria di appartenenza. Gli albergatori agiscono come sostituti d’imposta, con il pagamento della sanzione pari al 100 o al 200 per cento dell’ importo dovuto in caso di omessa o infedele dichiarazione e l’obbligo di girare l’importo del prelievo alle casse comunali. Nel caso del comune di Sciacca gli operatori turistici non avranno il ruolo di sostituti d’imposta ma di collaboratori.
Dunque, per molte amministrazioni comunali applicare la tassa di soggiorno significa la panacea ai problemi di liquidità.
Ma, se da un lato per ogni Comune si rimpinguano le casse, dall’altro si sollevano le critiche, prima fra tutte quelle della categoria degli stessi addetti ai lavori, cioè gli albergatori e operatori economici, i quale ribadiscono l’effetto negativo sul turismo.
Di tassa di soggiorno si è parlato a Sciacca nel corso di un vertice tra amministratori e albergatori a vario titolo. Da una parte la giunta che si mostra favorevole al fine di recuperare a partire dal 2013 almeno mezzo milione di euro, dall’altra gli albergatori, tra i quali Antonio Mangia, il quale non ha escluso possibili conseguenze a livello occupazionale.
Secondo il regolamento a Sciacca la tassa di soggiorno verrà applicata a partire dal primo gennaio 2013 e prevede, per gli alberghi a 5 stelle, un'imposta di 5 euro a presenza; per gli alberghi a 4 stelle, 2 euro; per i B & B, 50 centesimi a persona.
Sulla destinazione di queste somme si parla in questi giorni di finanziamento del carnevale per la prossima edizione. Si rischia infatti che anche quest’anno vada in soffitta senza alcuna festa, nonostante il solerte assessore si stia muovendo per cercare risorse da noti marchi a livello mondiale.
Non vogliamo entrare nel merito e nell’opportunità, ma di certo la destinazione dell’imposta di soggiorno va in altra direzione, rispetto ai principi di scopo: miglioramento dei servizi di accoglienza al turista. Quindi parcheggi, decoro della città, segnaletica. Non serve offrire uno spettacolo di tutto rispetto qual è il carnevale, che nonostante i proclami da decenni, non riesce a decollare oltre lo stretto, ma dare al turista tutto ciò che può fargli non pensare alle 5 euro che paga in più per avere scelto la città di Sciacca. Dunque strade percorribili e non vere e proprie trazzere, wc pubblici e autopulenti e non latrine a cielo aperto, vicoli e cortili gioielli storici da visitare, e non luoghi bui e desolati, parcheggi attrezzati e bus di collegamenti e non invece soste di fortuna ovunque e selvagge, accoglienza da parte degli operatori commerciali in tutto e per tutto, uffici turistici con personale qualificato e aperto in tutte le ore e non come successo in diverse occasioni serrato da mattina fino a sera. Spiagge pulite e attrezzate con servizi annessi alla balneazione (wc, docce e anche possibile accesso al mare).
Guide turistiche opportunamente formate che possano far visitare tutte le migliori espressioni artistiche, storiche e culturali della città. Locali pubblici invitanti e servizievoli e non molto spesso locande di fortuna. Musei e palazzi storici visitabili in diverse ore del giorno e non quasi esclusivamente su prenotazione. Non si può chiedere un qualcosa in più al turista consapevoli di non poter offrire quel che invece è dovuto!
Anche se di contro verrebbe da dire che rispetto a quel che gli albergatori pagano al comune tra canoni e oneri vari, (gestione delle spiagge, oneri di servizi idrici e fognatura, accessi viari e servizi vari) la tassa di soggiorno dovrebbe essere atto dovuto e non tassa di scopo.
A tal proposito vogliamo dare voce ad un saccense che scrive alla nostra redazione, Francesco Ciaccio, e prendere come suggerimento alcune sue righe: “Investiamo nella mobilità alternativa, elettrica per esempio, finanziamo il verde pubblico e facciamo ripartire le Terme. Creiamo una città a misura d’uomo come si diceva una volta. Per far questo però, lo ammetto, ci vogliono amministratori e “cittadini” disposti a fare scelte coraggiose e di lungo termine. Mi sono sempre chiesto, continua Ciaccio, perché quando si parla di tassare le strutture turistiche non si pone l’attenzione anche sui tanti che a Sciacca ed in ogni altra parte d’Italia per la verità, affittano in nero le proprie case? Perché in Italia devono pagare sempre e solo quelli che già pagano e che magari hanno dovuto superare un’infinità di controlli e di verifiche, al limite della vessazione? Penso che qui siano migliaia i privati che affittano in nero gli appartamenti, qualche volta anche abusivi, e che questo venga fatto per lo più senza regole, senza offrire i servizi adeguati e che così si finisca addirittura per portare nocumento al buon nome della città. Quindi se uniamo la tassazione del reddito prodotto e l’applicazione di una pur minima tassa di soggiorno…, vuoi vedere che per una volta si può anche creare un tesoretto? Certo, solo per proporla una cosa del genere bisogna averci le p… cara amministrazione”.
Ma ad ogni modo bisogna capire cosa fare... Non si può attingere dal cittadino sempre e in ogni caso e non dare niente in cambio. Applicare la tassa di soggiorno impone di conseguenza rispetto per il turista e principalmente servizi. E in verità alcuni comuni sono un po’ lontani da questo.
E’ una questione di scelte politiche a volte drastiche. Il fatto è che prendere decisioni impopolari non piace a nessuno, e come scritto nella lettera del cittadino saccense Ciaccio “fa perdere tanti voti e si rischia di essere mal visti, ma a volte è necessario ed in qualche caso perfino indispensabile. Allora, caro il mio Sindaco, che ci vuoi fare, per fare la cosa giusta a volte bisogna essere proprio determinati fino al punto di dover mostrare il pugno e, io che ho fiducia in te ed in tutta l’amministrazione, voglio dirlo: chissà che questo, Sindaco eletto a furor di popolo, sin dal primo turno, non le abbia veramente le p…. ??!!!”