Parlano di un ulteriore passo in avanti riguardo al completamento delle opere per rendere funzionale il Teatro Popolare di Via Agatocle, il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola e gli assessori ai Lavori Pubblici Ignazio Bivona e allo Spettacolo Salvatore Monte, alla notizia dell’aggiudicazione della gara per la fornitura e la collocazione delle poltrone e del palchetto del teatro “Samonà” di Sciacca. A darne notizia il Responsabile Unico del Procedimento, ingegnere Salvatore Pirrone. Un passaggio che rientra nell’appalto integrato “ progetto esecutivo e realizzazione del completamento delle opere edili, impianti tecnologici e delle attrezzature” della struttura, e che dovrebbe rendere fattibile un parziale utilizzo del grande teatro.
Diversi fino ad oggi gli incontri e i colloqui tra il sindaco, unitamente agli amministratori al ramo, i funzionari dell’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana e lo stesso ingegnere Salvatore Pirrone a cui hanno fatto seguito anche sopralluoghi all’interno del teatro di Sciacca, incentrati allo stato attuale di avanzamento dei lavori, più sulla futura gestione e il reperimento delle risorse finanziarie utili per un definitivo completamento. Il Comune in questi anni ha affrontato di “tasca propria”, oneri per il mantenimento del sito antistante il teatro, la manutenzione e la scerbatura dell’area esterna destinata a piazza e verde pubblico e la sistemazione ordinaria e fruizione dell’area di Via Agatocle, usata fino adesso come parcheggio.
In più occasioni si è parlato di costi e spese di gestione. Le amministrazioni che si sono succedute nel tempo, hanno da sempre preso coscienza che una struttura come quella del Teatro popolare di Sciacca, non può essere gestita dal Comune. Troppe spese che il comune di Sciacca, specie in tempi di spending review, non può sostenere; sempre che la regione decida per l’affidamento visto che ne è proprietaria.
Sul teatro Samonà si continua a sognare. Si perché appare irreale oggi pensare di aprire totalmente una struttura come questa e poi mandarla alla rovina e all’abbandono, in quanto ingestibile finanziariamente. Un teatro come quello di Sciacca impone scelte. Sarebbero troppi gli oneri, troppi i costi da sostenere e di contro, considerati i tempi e i tagli anche nel settore della cultura, pochi sarebbero gli introiti.
Sul teatro ogni saccense immagina..... pensa come sarà una volta aperto. Lo fa il cittadino che potrà vantarsi di un teatro come pochi al mondo e guarda in un grande flusso di turisti e artisti di un certo calibro; lo fanno gli amministratori e i politici che vedrebbero intitolata la “vittoria”. Lo fa il vicino di casa, inteso come hinterland, che grazie al teatro godrebbe di una ricchezza circolante. E pensare che non è passato tanto tempo (maggio dello scorso anno) da quando l’assessore regionale Armao in visita a Sciacca si vantava di questo gioiello siciliano, parlando di definitivo completamento e prossima apertura.. Come non è passato poi neanche tanto (dicembre 2012), da quando la commissione lavori pubblici del Comune di Sciacca aveva aperto le porte della struttura facendola vedere, attraverso le telecamere delle tv locali, in un tripudio di luci, grazie ai lavori di completamento degli impianti. In quella occasione si disse che mancavano solo le 800 poltrone e il palco per la parziale apertura. Adesso la notizia della gara per la fornitura e la collocazione.
Un teatro quello di Sciacca, progettato dall’architetto Giuseppe Samonà negli anni ottanta, che fin da subito ha dato motivi per dibattiti e discussioni; prima fra tutte riguardo alle dimensioni della struttura già da allora considerate troppo inadatte per una cittadina come Sciacca. Quarant’anni di lavori, iniziati, fermati e più volte ripresi specie a fine e inizio di nuove casacche politiche alla Regione; un impiego di addetti a più riprese, un teatro che oggi appare più che mai autentico esempio di spreco di denaro pubblico, considerati i consistenti flussi di denaro impegnati e spesi tra vecchie lire e moderni euro. In un momento di grande difficoltà per tutte le famiglie e per gli enti sempre più alla prese con tagli in diversi settori anche della cultura, oggi arriva la notizia delle poltrone e del palco per completare una parte e renderla così utilizzabile. Un teatro che in quel viale delle terme a Sciacca, si erge in tutta la sua maestosità, e che farà parte di quella storia costata cara ai cittadini.