Nuovo atto vandalico alla scala che congiunge la Piazza Scandaliato con la via Eleonora D’Aragona. Uno dei vasi in ceramica collocati alcuni mesi fa grazie ad un progetto di arredo urbano ed una collaborazione con l’Associazione dei ceramisti, è stato distrutto assieme al pilastrino che lo sorreggeva. Alcune settimane fa si era registrato un altro episodio sempre nello stesso sito, ma in quel caso il tizio, aveva portato con se anche il vaso, sdradicandolo dal perno che lo fissava alla base.
La “bravata”, perché di questo vogliamo pensare si tratti, non mette in evidenza solamente il tentativo di appropriarsi di un bene che è della città, ma anche soprattutto il mancato rispetto per la città e per la sua arte. Oggi l’assessore alla cultura e all’arredo urbano, Salvatore Monte, denuncia l’azione e invita tutti a fare fronte comune a ribellarsi, adirarsi ed allo stesso tempo proteggersi da un numero di persone che definisce “indegne, incivili, contrarie allo sviluppo di un territorio” che soffre e che ogni giorno lotta per essere al passo con i tempi. “Basta a questi atti, basta al vandalismo immotivato, basta alla cattiveria gratuita, basta a chiunque vuole fermare il nostro lavoro quotidiano finalizzato a piccoli miglioramenti da apportare alla nostra città, scrive Monte, che definisce tutto come il “gioco dell’oca”, da una parte chi desidera una città turistica e migliore, dall’altra chi distrugge facendo un passo in avanti e cinque indietro; si pensa di essere arrivati al traguardo ma invece ci si accorge che è necessario ricominciare da capo. Monte definisce e condanna i fatti alla scalinata Eleonora d’Aragona come stupidi e lesivi dell’immagine, della storia e del futuro di una città. Sul fatto interviene anche l’Associazione Ceramisti di Sciacca. “Con vero amore verso la città abbiamo pensato che abbellirla potesse allontanare la prepotenza e la delinquenza, ma forse ci siamo sbagliati. A chi ha compiuto tale gesto possiamo assicurare che non indietreggiamo di un millimetro e insieme all'Amministrazione Comunale e con tutti i cittadini saremo ancora più presenti.”
Commenti anche dalla nuova consulta giovanile. “Non è più accettabile e concepibile ciò che accade, e soprattutto c'è da chiedersi il perché di tutto ciò - scrive il presidente Calogero Colletti – secondo cui "è giunto il momento di capire e soprattutto di affrontare fattivamente il disagio sociale, e dunque interpretare quella voglia di accanirsi contro il patrimonio artistico che è di proprietà di tutti noi cittadini saccensi. Oggi la ridistribuzione delle colpe non è effettuabile e convenibile a determinate fasce d'età. Però alla base c’è un concetto sul quale vogliamo insistere e soffermarci, ossia , prevenire per educare al rispetto”. L’obiettivo che si prefigge la Consulta Giovanile è quello di essere un buon tramite per i giovani di oggi e di domani. “Il nostro è un segnale di presenza verso la città - conclude Colletti - che invita anche lui la città a reagire e soprattutto ad agire in modo unitario verso quei problemi che sono causati da alcuni singoli cittadini ma che in realtà colpiscono tutta la collettività saccense.