“Lavoriamo perché la legge sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia contenga lo spirito che ha mosso i movimenti referendari per l’acqua pubblica”. E’ la posizione dei parlamentari regionali del Partito Democratico che oggi a Palazzo dei Normanni hanno incontrato i rappresentanti di movimenti e associazioni per l’acqua pubblica, esponenti del comitato referendario e i promotori del disegno di legge di iniziativa popolare, presentato all’Ars.
Si è discusso in particolare delle norme contenute nel ddl di iniziativa popolare - che per il PD rimane un punto fermo nell’iter parlamentare - e delle parti in comune e delle differenze rispetto al ddl presentato nei giorni scorsi dal governo regionale. “Il governo regionale – hanno detto i deputati PD – non ignorerà la necessità di varare una legge che tenga conto delle motivazioni che hanno motivato, in questi anni, un grande movimento d’opinione che ha dato vita ad un referendum e ad una straordinaria mobilitazione fra cittadini e amministratori dei comuni siciliani, sostenuta con forza dal Partito Democratico. Ci riferiamo in particolare ad alcuni punti: dal costo dell'acqua alla stessa esistenza di Sicilia Acque, dal ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico ai controlli e alla verifica degli adempimenti e delle eventuali violazioni contrattuali da parte degli attuali gestori, all’autorità regionale sulle acque”. “La riforma della gestione delle risorse idriche avviata nella scorsa legislatura è adesso ad un punto cruciale – hanno concluso i deputati PD - è il momento di valorizzare il lavoro portato avanti in questi anni nelle istituzioni e sul territorio, per il ritorno alla concreta gestione pubblica delle risorse idriche”.