Ignazio Cutrò "inseguito dalle banche e dalla Serit". Interviene la Cgil agrigentina

Ignazio Cutrò “inseguito dalle banche e dalla Serit“. Interviene la Cgil agrigentina

Dopo cinque anni, due perizie redatte da periti del Ministero dell'interno, hanno accertato che le difficoltà economiche dell'azienda di Ignazio Cutrò, sono scaturite dal momento in cui l'imprenditore ha deciso di denunciare i suoi estortori. Una situazione questa che per l'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia è incomprensibile. "Le perizie, che sono state redatte cinque anni fa, e che solo adesso vengono fuori proprio mentre Ignazio Cutrò si trova "alla canna del gas" non possono che causare sconcerto e amarezza. Chi ha colpevolmente taciuto sia obbligato a rendere spiegazioni e sia chiamato a rendere giustizia per l'affronto subito dalla famiglia Cutrò",  scrive l'associazione, che chiede che  il ministro Alfano sia chiamato in Parlamento a rispondere sull'intera vicenda che getta  ombre e rivela le ingiustizie subite da chi si è sempre schierato dalla parte dello Stato cioè i testimoni di giustizia. E oggi sull'argomento interviene la Cgil agrigentina, che in una lettera indirizzata al Ministro dell’Interno e ai parlamentari agrigentini nazionali e regionali si dice esterrefatta per le ulteriori notizie che hanno riguardato Ignazio Cutrò. 

"La nostra indignazione,  è ancora più forte quando leggiamo che, come denuncia lo stesso Cutrò, giace dal Giugno 2011 una perizia di funzionari del Suo Ministero nella quale emergerebbe che l’Azienda di Ignazio Cutrò andava aiutata con un mutuo da 300mila euro, di durata decennale, senza interessi, scrive il segretario Massimo Raso al Ministro Alfano che aggiunge - Ma tale mutuo non è mai stato concesso ed adesso Ignazio Cutrò si vede ad essere inseguito dalle Banche e dalla Serit. E’ questo il modo con il quale lo Stato “ripaga” chi si batte a viso aperto contro gli estortori? Possibile che non Vi siano strumenti per intervenire affinché questa ingiustizia abbia fine? Credo che Ella abbia il dovere di dirci come stanno le cose e, soprattutto, di intervenire per impedire che Cutrò sia naturale  preda della disperazione. Lo Stato deve, in situazioni come queste, dimostrare in maniera efficace dimostrare di essere a fianco alle vittime e tutelarle davvero: solo così è possibile sollecitare nuovi atti di coraggio civile e di liberazione dalla oppressione mafiosa", conclude la Cgil di Agrigento.

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