La tematica relativa al piano paesaggistico e ai vincoli posti da una rigida Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento è argomento molto dibattuto in questo periodo da politici e tecnici, per via degli stringenti vincoli che la stessa Soprintendenza sta disponendo. Arriva oggi l'incredibile notizia, quasi ad accentuare questo conflitto burocratico che si sta oggi vivendo, secondo cui Salvatore Burgio, architetto ed ex assessore , abbia demolito a Porto Empedocle in via Lincon lo storico "Palazzo Montagna", costruito nel 1856 e di cui Burgio ne è proprietario.
Burgio ha buttato giù le mura del palazzo nella serata di martedìe, per il timore che si verificassero altri crolli, come quelli avvenuti recentemente, che potessero cagionare danni a cose o persone, visto che il monumento si trovava in condizioni di forte degrado.
Il palazzo era dal 2005 un bene vincolato, per via della sua importanza a livello artistico e culturale, e secondo alcune indiscrezioni riportate da Repubblica.it Burgio lo aveva acquistato con l'intento di farne "un centro per l'accoglienza turistica collegata ai futuri flussi crocieristici del Porto" ma la soprintendenza gli bocciò il progetto. Sul fabbricato oggi esiste inoltre un contenzioso tra il Comune di Porto Empedocle ed i proprietari. Per i tecnici del comune infatti, l’edificio pericolante, costituisce una minaccia per la sicurezza pubblica, trovandosi a ridosso di una strada trafficata. Da qui la demolizione.
La stessa Soprintendenza ha oggi però denunciato per distruzione di bene architettonico sottoposto a vincolo l'arch. Burgio.
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