I soldi dei biglietti pagati dai visitatori dei musei e delle aree archeologiche, invece di finire nelle casse della Regione e dei Comuni, venivano trattenuti dalla società che gestiva la biglietteria, la Novamusa, che dovrà sborsare 19 milioni per il danno erariale.
L’ha stabilito il collegio di primo grado della Corte dei Conti, presieduto da Luciana Savagnone. Sulla vicenda c’è anche un’inchiesta penale che coinvolge Gaetano Mercadante, 51 anni, legale rappresentante delle imprese Novamusa Valdemone, Novamusa Val di Mazara e Novamusa Val di Noto. Nel processo contabile viene chiamata a rispondere solo la società e non Mercadante in quanto la Procura ha contestato la colpa grave e non il dolo.
16 milioni l’ammontare che Novamusa dovrà restituire alla Regione. Tre milioni a favore dei Comuni: a Taormina quasi un milione di euro; a Siracusa 957 mila euro; a Castelvetrano 391 mila euro; Calatafimi-Segesta 415 mila euro e Marsala 54 mila euro. Per i giudici il danno erariale c’è stato nella lesione di un interesse economico della Regione Siciliana.