Morte Cardinale: Panepinto esprime cordoglio, Cgil di Agrigento chiede chiarezza sull'accaduto

Morte Cardinale: Panepinto esprime cordoglio, Cgil di Agrigento chiede chiarezza sull'accaduto

All’indomani del recupero del corpo di Mario Cardinale, l’operaio per giorni rimasto sepolto sotto le macerie della Cava Galbasa di Villafranca Sicula con l’escavatore, diversi sono i commenti sull’accaduto.
“E’ stato un momento di grande dolore ed emozione, ma era un atto necessario di rispetto nei confronti della moglie e dei familiari”. Lo dice Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona e deputato regionale del PD, lui che assieme a cittadini e ai familiari aveva manifestato in corteo per denunciare le lentezze del recupero e minacciato pochi giorni fa al blocco della strada. “Ringrazio le istituzioni locali e regionali e la Protezione Civile – aggiunge Panepinto - che si sono interessate a questa difficile operazione di recupero portata avanti con coraggio e competenza dai Vigili del Fuoco. Un ringraziamento va anche agli operai della Italkali e al sindaco di Villafranca Sicula, che in questi giorni hanno continuato a dare il loro contributo in una situazione particolarmente complessa, sotto diversi aspetti. A nome mio personale, dell’amministrazione e di tutta la comunità di Bivona – conclude Panepinto - esprimo vicinanza alla famiglia di quest’ennesima vittima innocente, caduta mentre svolgeva il proprio lavoro”.
Chiede invece che si faccia piena luce sulle cause e si assicurino sostegni concreti alla sua famiglia, la cgil agrigentina, che con un comunicato stampa, denuncia l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro, che si aggiunge alla lunga scia di sangue che vede cadere, come in una guerra, 3 vite al giorno.
“La cosa che ha reso straziante e assurda questa vicenda è che il suo corpo straziato sia rimasto sepolto dal 6 Febbraio, per lunghissimi 9 giorni, senza che nessuno fosse riuscito a tirarlo fuori da lì” scrive la segreteria provinciale della cgil, che aggiunge, questo è davvero avvilente, mortificante, assurdo.
“Noi siamo ovviamente grati a quanti con abnegazione hanno fatto il possibile, ma come non denunciare la complessiva impreparazione a far fronte ad un evento così; come non ribadire – anche in questo frangente – la forte denuncia circa l’inadeguatezza complessiva, l’assenza di coordinamento tra le varie forze in campo.

Ma Massimo Raso aggiunge “Ora, a nostro avviso,  si debbono aprire due fronti: Quello dell’accertamento delle responsabilità, perché dietro ogni morte sul lavoro non c’è il caso o la fatalità, ma l’inosservanza o l’inesistenza di misure di prevenzione e protezione, Ma anche quello della solidarietà verso una famiglia a cui viene a mancare un sostegno.
“Mentre ci stringiamo commossi alla famiglia, la cui perdita  affettiva nessuno potrà ricompensare,  non possiamo che chiedere alle Istituzioni di mettere in campo ogni iniziativa utile per assicurare alla stessa quel sostegno di cui ha bisogno”,
conclude la cgil di agrigento.



 
 

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