Il tonno, lo sanno tutti, è l'elemento basilare dei pranzi di studenti e lavoratori fuori sede.
Tornati da lavoro o da una lezione universitaria, è facile cucinare un primo a base di pesce che si presta a tantissime varianti: da quella più semplice, salsa e tonno, a quella più gustosa, tonno e panna al salmone, dalla versione più delicata, pesto alla genovese e tonno, a quella più “romantica” tonno, pomodorini e peperoncino.
Non poteva quindi che destare tantissima preoccupazione, tra i consumatori di tonno, la notizia diffusa in queste ore su tutti i mezzi di informazione siciliani: oltre cinquanta persone sono state costrette alle cure mediche dei diversi presidi ospedalieri del capoluogo siciliano che dopo aver acquistato il pesce e averlo mangiato sono finite intossicate in ospedale.
LA SPIEGAZIONE SCIENTIFICA - La causa del malessere - secondo i medici - è dovuta alla cattiva conservazione del tonno che determina una grossa quantità di istamina che provoca un vero e proprio avvelenamento (sindrome sgombroide). Una seconda causa potrebbe essere la presenza di larve di anisakis che possono costituire un rischio per la salute umana provocando una reazione allergica ai prodotti chimici liberati dalle larve nei pesci ospiti
I CONTROLLI - La scorsa notte la Capitaneria di Porto di Porticello a Bagheria ha bloccato tre pescherecci che non avevano l'autorizzazione alla pesca del tonno sequestrandone 400 chili. Anche a Palermo ci sono stati sequestri nei porticcioli. I militari hanno sequestrato 700 chili di tonno elevando 12 mila euro di sanzione e hanno denunciato due pescatori. A Cefalù la capitaneria ha sequestrato 2500 chili di pesce.
I 400 chili di tonno sequestrati a Porticello sono risultati avariati. E' emerso nel corso dei controlli dei veterinari dell'Asp 6 che hanno disposto la distruzione del pesce. Il tonno appena sbarcato da tre pescherecci sarebbe andato a finire nel mercato abusivo nel capoluogo.
Ai consumatori di tonno, per fortuna, rimane sempre la scatoletta !