Piano Paesaggistico di Agrigento. Parla l'assessore regionale Antonio Fiumefreddo

Piano Paesaggistico di Agrigento. Parla l'assessore regionale Antonio Fiumefreddo

"I beni culturali in Sicilia sono come le case di alcuni siciliani in cui i salotti rimangono sempre chiusi e nascosti a tutti. Questi beni, simbolo dell'identità siciliana, devono essere riaperti, ponendo fine ad una politica conservativa che non li ha valorizzati e non ha permesso di creare lavoro”. Primo intervento pubblico del neo assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Fiumefreddo, che interviene anche sul Piano Paesaggistico di Agrigento.

Primo intervento pubblico del neo assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Fiumefreddo. Lo fa con la delega in mano, in occasione della fondazione del Patto dei moderati (Democratici e Riformisti per la Sicilia, DRS), questa mattina a Morreale. Delega fino a qualche settimana fa nelle mani di Maria Rita Sgarlata.

Il gruppo, grazie ai suoi otto deputati all'Assemblea Regionale Siciliana (il secondo più numeroso), risulta attualmente determinante per la maggioranza del governo regionale, tanto da entrare in Giunta con il nuovo Assessore ai Beni Culturali, l'avvocato penalista ed ex sovrintendente del Teatro Bellini di Catania, Antonio Fiumefreddo, il quale ha precisato che essere moderati non significa essere persone che si adeguano e cercano a tutti i costi la mediazione, ma persone che cercano sempre il dialogo: "Si può mediare su tutto, ma non sui principi che devono ispirare l'azione politica".


"I beni culturali in Sicilia sono come le case di alcuni siciliani in cui i salotti rimangono sempre chiusi e nascosti a tutti. Questi beni, simbolo dell'identità siciliana, devono essere riaperti, ponendo fine ad una politica conservativa che non li ha valorizzati e non ha permesso di creare lavoro", ha ribadito il neo assessore.

"Restare in contatto con le esigenze che provengono dal territorio l'impegno che assumo".

Un impegno non indifferente, se raffrontato alle problematiche presenti in provincia di Agrigento, soprattutto emerse in queste ultime settimane,  legate al piano paesaggistico e le sue refluenze economiche e sociali, che non poco malumori sta sollevando a tutti i livelli:  sia da parte di diverse amministrazioni che stanno valutando di ricorrere al TAR, che anche da parte delle categorie tecniche interprofessionali agrigentine, che hanno dissentito dal piano redatto dalla Soprintendenza di Agrigento.

"I beni culturali devono aprire al lavoro. Devono essere occasione di  lavoro" dice il neo assessore Fiumefreddo, ed a  chi gli rappresenta le problematica sollevate da Amministratori e rappresentati delle professioni , nella qualità di portatori di interessi diffusi nel territorio agrigentino, da audire in seno al redigendo piano Paesaggistico, nelle forme previste dal codice Urbani, il neo assessore regionale dichiara  “di attenzionare” nelle prossime settimane "le istanze sollevate”,  ritenendo l'azione da parte delle  amministrazioni locali, ma anche delle rappresentanze interprofessionali, “soggetti qualificati e portatori di interessi diffusi, in ossequio alle indicazioni dettate dalla legge".

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