L'Ordine degli Architetti si mobilita per la redazione del documento unico sul piano paesaggistico provinciale. E chiama all'appello i professionisti del settore tecnico a descrivere le "incongruenze" del piano entro il prossimo 13 giugno. Dopo l’incontro con l’assessore ai BB.CC.AA. Giusi Furnari e con i funzionari e dirigenti del medesimo assessorato, avvenuto in lo scorso 3 giugno, si è constatata la possibilità di una sospensione degli effetti del piano paesaggistico della Provincia di Agrigento già trasmesso ai comuni per la pubblicazione. Ad affermarlo è il Presidente dell’Ordine degli Architetti, Massimiliano Trapani. Ora in considerazione del fatto che il prossimo 17 giugno si svolgerà a Palermo un nuovo incontro, dove gli Ordini dovranno presentare un documento dettagliato che rappresenti le lacune del piano paesaggistico della provincia di Agrigento, i tecnici sono invitati ad apportare un contributo fattivo per la redazione di un documento che rappresenti in maniera dettagliata le incongruenze del piano da sottoporre ai vertici dell’Assessorato regionale. “Per questo è necessaria la redazione di un report, possibilmente documentato fotograficamente, che puntualizzi le seguenti incongruenze che il piano paesaggistico individua nel tuo territorio” spiega il Presidente dell’Ordine degli Architetti, Trapani. E suggerisce ai colleghi professionisti di fare presto. Al massimo entro il prossimo venerdì 13 giugno. Le segnalazioni, che saranno raccolte in un unico documento, dovranno essere trasmesse, via email a mario.licausi1@tin.it. Le segnalazioni potranno riguardare:
- Errata rappresentazione e/o individuazione di aree boschive, di incisioni naturali, di alvei fluviali in contrasto con la normativa nazionale o regionale vigente in materia;
- presenza di aree di livello di tutela 3 con indicazioni di colture non più esistenti;
- presenza di aree di livello di tutela 3 o 2 in contrasto con interventi relativi alla salvaguardia della pubblica incolumità (PAI) e/o di piani di protezione civile già adottati o in corso di adozione da parte delle amministrazioni comunali;
- Aree di livello di tutela 2 in contrasto con i piani attuativi e zonizzazioni di strumenti urbanistici già approvati dalle amministrazioni alla data di pubblicazione del decreto assessoriale;
- Aree tutelate di qualsiasi livello su cui le Amministrazioni hanno programmato opere pubbliche già finanziate o in corso di finanziamento da bandi comunitari, nazionali o regionali che per effetto dei nuovi vincoli non potrebbero più essere realizzate;
- Altre incongruenze e/o criticità da specificarsi caso per caso.