A distanza di poco meno di sei anni, arrivano le condanne definitive per i fratelli Panepinto di Bivona che furono arrestati nel luglio 2008 grazie alle testimonianze di Ignazio Cutrò, nell’operazione denominata “Face Off”.
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi dei difensori degli imputati confermando gli anni di reclusione per Luigi Panepinto (12 anni), Maurizio Panepinto (13 anni e 6 mesi), Giovanni Favata (12 anni e 3 mesi) e Domenico Parisi (14 anni e 9 mesi), accusati di associazione mafiosa ed estorsione.
Un processo che sulle indagini coordinate dal sostituto procuratore Salvatore Vella, decapitò la cosca mafiosa della Bassa Quisquina. Il blitz allora aveva portato anche alla cattura di Marcello Panepinto e Vincenzo Ferranti, assolti in primo grado.
"Oggi più di ogni altra volta, lo Stato Italiano, ma soprattutto la Magistratura, in breve tempo hanno dimostrato che protegge quegli imprenditori che decidono di denunciare, così contribuendo alle indagini delle forze di polizia e dei magistrati impegnati nella lotta contro la mafia. Sei lunghi anni, aggiunti agli altri dieci arricchiti di intimidazioni, danneggiamenti e minacce; non ci siamo mai piegati, né io, né la mia famiglia ed ovviamente mai lo faremo.” Questo il commento di Ignazio Cutrò Testimone di Giustizia di Bivona alla notizia della sentenza, che aggiunge “ Non si può tollerare che magistrati come Salvatore Vella rimangano da soli e senza scorta. In questi casi, più di prima, vista la decisione della Cassazione, diventa indispensabile proteggere persone come il magistrato che, prima di tutto, per obbligo morale, hanno deciso di combattere la criminalità organizzata. Chiedo, quindi, che venga garantita un’adeguata protezione” (foto agrigentoflash.it)