Il fiume Belice straripa causando danni ad oltre cento aziende agricole del territorio

Il fiume Belice straripa causando danni ad oltre cento aziende agricole del territorio

Oltre cento aziende agricole messe in “ginocchio” con danni ingenti a intere distese di terreni piantati a vigneti e seminativi”. E’ il triste bilancio dello straripamento del fiume Belice. I maggiori danni ai terreni ubicati a valle della Diga Garcia ricadenti nei comuni di Poggioreale, Salaparuta, Santa Margherita di Belice, Montevago, Contessa Entellina, Partanna, Castelvetrano. Un’esondazione provocata in primis dall’apertura delle paratie e dello scarico di fondo della diga Garcia che aveva superato il livello di guardia a seguito delle continue ed abbondanti piogge degli ultimi giorni.

Ma il “dito accusatore” di amministratori comunali ed agricoltori è puntato soprattutto sulla mancata manutenzione, da oltre trent’anni, del fiume Belice. I lavori di pulizia, sagomatura e diserbatura sono ormai divenuti un lontano ricordo. Con il risultato che ad ogni periodo di forti piogge si verificano continui straripamenti del fiume Belice.

Siamo a fianco degli agricoltori - dice Leonardo Salvaggio, sindaco di Poggioreale nonché coordinatore dei comitato dei sindaci sulla vertenza Diga Garcia - sosteniamo con forza la loro protesta. Peraltro oltre ai danni alle colture esistono anche seri rischi per l’incolumità delle persone e per la sicurezza di strade e ponti. Le responsabilità vanno ricercate negli enti pubblici preposti ad intervenire sul fiume Belice. Organi istituzionali che finora non sono mai intervenuti nonostante le nostre continue e pressanti richieste e sollecitazioni. I progetti sono rimasti solo sulla carta”.

Intanto il sindaco Salvaggio ha chiesto un incontro urgentissimo con il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta per l’esame della situazione venutasi a creare. Mentre Sergio Vallone, direttore provinciale della Coldiretti in rappresentanza del movimento degli agricoltori incontrerà lunedì prossimo il prefetto di Trapani Marilisa Magno.

Ci stiamo attivando - dice Vallone - per una prima quantificazione dei danni che sono davvero notevolissimi con vigneti e seminativi che quest’anno certamente non produrranno niente acuendo la crisi del settore agricolo del territorio”.

E gli agricoltori interessati sono sul fatidico “piede di guerra”. Hanno proclamato lo stato di agitazione e sono pronti ad intraprendere le vie legali per denunciare i responsabili dei danni. Per molti resta comunque l’interrogativo di fondo: ”è normale che un fiume Belice, ridotto in queste condizioni possa essere utilizzato come sfogo di sicurezza per la diga Garcia che é uno degli invasi in terra battuta più grandi d’Europa?”.

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