L'acqua in Sicilia torna pubblica (o quasi). L'ARS approva la riforma

L'acqua in Sicilia torna pubblica (o quasi). L'ARS approva la riforma

L'acqua in Sicilia torna pubblica. L'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato, nella seduta del 10 agosto, l'intero articolato della riforma che permette ai Comuni siciliani di poter gestire le risorse idriche in maniera diretta. Con questa legge l'acqua viene definita bene essenziale; la gestione può essere affidata non solo al pubblico ma anche al privato, ma deve essere svolta senza finalità lucrative; verranno applicati maggiori controllo e sanzioni per i “nuovi” privati che gestiranno l'acqua in Sicilia; le prossime gestioni private non avranno più contratti trentennali ma inferiori ad un decennio; verrà istituito un fondo di solidarietà per le bollette idriche delle famiglie bisognose; i Comuni avranno facoltà di tornare fin da subito ad una gestione pubblica in associazione con altri Comuni; una Commissione ispettiva potrà valutare le attuali gestioni private e proporre eventuali risoluzioni anticipate delle convenzioni in base alle inadempienze contrattuali.

"Una vittoria - commenta il Sindaco di Menfi, Arch. Vincenzo Lotà - di una lunga e convinta battaglia che le Amministrazioni di Menfi, nel tempo, di concerto con le altre della Provincia di Agrigento, hanno voluto condurre per rispettare la volontà referendaria e per poter erogare un servizio migliore e più efficiente alle comunità locali.‎"

"È LEGGE! Dopo anni di battaglie l'‪#‎ARS‬ fa propria la volontà del popolo! L'‪#‎acqua‬ è ‪#‎pubblica‬." Questo il commento su Facebook dell'ex sindaco di Menfi Michele Botta, che si è sempre battutto per l'acqua pubblica.

"Con la votazione di ieri sera - commenta il deputato all'ARS M5S Matteo Mangiacavallo - si è conclusa la prima parte di una battaglia per la quale siamo e continuiamo a stare in prima linea da sempre. Non era il risultato al quale puntavamo, perché il nostro obiettivo si trovava ancora più in alto, ma prendiamoci quello che abbiamo ottenuto come un grande traguardo, raggiunto grazie e soprattutto alla presenza del M5S all'interno del parlamento siciliano.

Sono contento di quello che reputo, comunque, un piccolo grande passo avanti, al quale però ne dovranno seguire molti altri, ma vorrei analizzare con occhi critico quanto avvenuto nell'ultima settimana, mettendo da parte i toni trionfalistici di chi afferma che adesso in Sicilia “l'acqua è pubblica”. Poi se ad affermarlo sono quelli del PD, che, eccetto Panepinto, hanno votato contro la norma che adesso consente ai Comuni di riprendersi la gestione pubblica, in forma associata, del servizio idrico, abbiamo detto tutto.

Abbiamo approvato questa legge in silenzio ma dobbiamo chiedere un'ultima gentilezza al parlamento siciliano e ai suoi attori protagonisti. Dopo la votazione di ieri, nessuno dica che abbiamo approvato una legge che ripubblicizza l'acqua in Sicilia, perché così non è. Non diamo false aspettative nell'immediato ai siciliani perchè il processo iniziato è ancora lungo e ricco di insidie. Stavolta non ce lo chiede l'Europa e non ce lo chiede Renzi, ce lo chiedono i cittadini che sono stanchi e stufi d'essere presi in giro e d'essere bidonati. Non prendiamo in giro nessuno, l'acqua non è ancora pubblica anche se l'abbiamo messa sulla buona strada."

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