Arriva durante le festività del ferragosto l'ennesima lettera di intimidazione indirizzata al sindaco di Menfi Michele Botta. Si tratta della quarta in ordine di tempo dal 2010, la seconda per l'anno in corso. E' stata fatta recapitare presso lo studio medico del primo cittadino di Menfi con posta ordinaria. I toni usati nella lettera manoscritta contrariamente alle altre volte sono più pesanti e attengono alla sicurezza della sua persona.
“Ti prego di lasciare la poltrona di sindaco al piu' presto perche' non fa per te che sei un ladro, inutile che vai dai carabinieri tanto loro possono fare poco, la gente di Menfi ti sorride con l'amaro in bocca, noi di Menfi possiamo eliminarti in qualsiasi momento”. Queste sono alcune delle frasi intimidatorie scritte nella nuova lettera che come dicevamo e' stata recapitata al sindaco del comune di Menfi. Un sindaco che si dice ovviamente ancora una volta preoccupato per il ripetersi a distanza di otto mesi dalla precedente minatoria, di questi fatti che lo stesso lega alla sua attività politico-amministrativa, improntata, dice Botta, sulla legalità e trasparenza degli atti.
A Menfi a breve inizieranno lavori, grazie a cospicui finanziamenti che riguarderanno diversi settori. Le opere pubbliche per 10 milioni di euro che vedranno il completamento della pista ciclabile, il 2° stralcio di lavori per la riqualificazione dei cortili, la costruzione della seconda ala del palazzo planeta, ma anche l'avvio dei lavori di costruzione del porto turistico. A tal proposito è prevista per il 28 di agosto una conferenza di servizi per il completamento dell'iter amministrativo per l'inizio di questa importante opera che riguarda il porto turistico del centro belicino, già bandiera blu e che ovviamente rappresenta un altro importante tassello verso il traghettamento di Menfi ad un turismo da di porto, che significa economia e sviluppo. Secondo il sindaco, queste scadenze potrebbero rappresentare alcuni dei motivi che avrebbero indotto gli ignoti alle Minacce:
“Menfi, potrebbe essere piatto molto appetibile per molti, e questo potrebbe essere anche un buon motivo per farmi lasciare l'incarico. Non trascuro anche il mio recente passaggio all'UDC, e non in ultimo anche la mia ferma posizione contro la privatizzazione dell'acqua” dice Botta. E' cronaca infatti la ferma posizione del primo cittadino di Menfi contro la privatizzazione dell'acqua e alla consegna delle reti idriche al gestore. Menfi infatti possiamo dire che rappresenta il comune simbolo contro un sistema privato di gestione del prezioso liquido, anche nonostante le diffide da parte del presidente della provincia Eugenio D'Orsi rivolte a tutti quei comuni che non hanno ancora restituito le proprie reti. Una lettera minatoria la quarta indirizzata al sindaco di Menfi, Michele Botta, che nonostante la comprensibile preoccupazione e amarezza, si dice fiducioso nell'operato degli investigatori.
“Mi auguro - ha detto - che gli organi inquirenti verso cui ancora una volta mi sono rivolto, possano porre fine al piu' presto a questi fatti che sono quasi persecutori , visto il numero delle missive minatorie dal 2010, nei miei confronti”, conclude un Michele Botta, che in ogni caso rimane al suo posto per continuare il suo mandato la cui conclusione è prevista nella primavera del 2013.
I Consiglieri Comunali VITO CLEMENTE, CARLO MATTIOLI, SILVIO SBRIGATA, NINO VETRANO del Gruppo Consiliare PROGETTO MENFI, hanno espresso la loro solidarietà al Sindaco MICHELE BOTTA per le minacce di morte ricevute in forma anonima e condannano il vile gesto, "ribadiscono - si legge nel comunicato - la loro vicinanza umana e politica il loro sostegno al Sindaco invitandolo a proseguire con determinazione nel processo di cambiamento di metodo e sistema politico".
Solidarietà anche dal consigliere comunale Calogero Lanzarone: "Chi angustia la vita privata ed amministrativa di un rappresentante della cittadinanza attacca tutta la nostra comunità e ciascun suo componente".