Poggioreale. I "ruderi" come area di esercitazione di scenari catastrofici

Poggioreale. I “ruderi“ come area di esercitazione di scenari catastrofici

“Semaforo verde” da parte degli amministratori comunali di Poggioreale all’accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, Dipartimento dei Vigili del Fuoco ed altri enti per l’attività di protezione civile da svolgere all’interno dei “ruderi di Poggioreale”. In questa direzione si muove il protocollo d’intesa approvato dalla giunta comunale.

“Un documento - spiega il sindaco di Poggioreale Lorenzo Pagliaroli - che mette a disposizione l’area dei nostri ruderi per favorire l’attività di protezione civile. Un campo di allenamento per migliorare l’efficacia degli interventi in occasione di catastrofi”.

Ma la stipula del protocollo, anche con il Dipartimento del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile e della Protezione Civile Regionale, vuole anche porsi come efficiente e valido strumento  per prevenire e ridurre i rischi per le popolazioni colpite. Dunque un’operazione che fa seguito a quanto accaduto nell’ottobre dello scorso anno. Con i ruderi del vecchio centro di Poggioreale che hanno ospitato un’esercitazione internazionale denominata: ”Modex Siciliy 2016”.  

Vi hanno partecipato ben  220 soccorritori-vigili del fuoco provenienti, con i propri aerei militari, dall’Olanda, Belgio ed Algeria. In pratica, il vecchio centro di Poggioreale (gravemente danneggiato dal terremoto del gennaio 1968) è stato teatro di un’esercitazione di “moduli” di soccorso per la ricerca ed il salvataggio di persone tra le macerie a seguito di un terremoto. Allora il bilancio è stato davvero lusinghiero per gli organizzatori. A conclusione dell’esercitazione, il sito dei ruderi mostro enormi potenzialità ai fini della formazione delle “squadre di ricerca e soccorso”.

Senza dimenticare che per anni, il comune di Poggioreale ha ospitato tra i “ruderi” i Nuclei Cinofili Nazionali dei Vigili del Fuoco per esercitazioni ed addestramenti. E per il futuro, con la stipula del protocollo, le parti intendono lavorare e collaborare in sinergia. Fermo restando che si procederà sempre nel “rispetto della memoria storica dei ruderi e delle preesistenze garantendo l’integrità degli stessi e la loro protezione dal decadimento”. In particolare, l’accordo prevede: la realizzazione di corsi di formazione a livello locale, nazionale ed internazionale per il management delle squadre di ricerca e di soccorso, soccorso sanitario,recupero dei beni culturali ed architettonici. Poi: la realizzazione di esercitazioni nazionali ed internazionali, la ricerca e sviluppo  di tecnologie e soluzioni innovative per migliorare l’efficacia dell’attività di ricerca delle squadre. Inoltre le parti si impegnano ad “individuare e condurre azioni che possano migliorare lo stato dei luoghi e la loro fruizione”.  

Un gruppo di lavoro congiunto, composto da due rappresentanti per parte, si occuperà dell’attuazione del protocollo. I costi delle attività saranno sostenuti da tutte le parti interessate nell’ambito delle proprie dotazioni finanziarie. L’accordo avrà la durata di cinque anni (rinnovabili) a decorrere dalla data di sottoscrizione.

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