La Procura della Repubblica di Sciacca, ha posto sotto sequestro le dieci palazzine di Largo Martiri di Via Fani a Ribera, le stesse che sono state oggetto nelle scorse settimane di ordinanza di sgombero da parte del sindaco Carmelo Pace.
Evidentemente la magistratura vuole vederci chiaro riguardo alle cause che hanno determinato dopo quasi 40 anni, le lesioni e i noti problemi di staticità degli edifici, vuole accertare eventuali responsabilità di natura tecnica e progettuale. Si ipotizza infatti il reato di frode in pubbliche forniture e reati contro l’incolumità pubblica. Si teme che sia stato usato nel processo di costruzione degli alloggi popolari, cemento depotenziato che nel corso degli anni ha portato le palazzine quasi al collasso strutturale.
Sono 200 le famiglie che sono state sfrattate e per alcune delle quali il comune al momento garantisce un contributo per spese di locazione di 350 euro a nucleo abitativo. Una spesa questa che l’Ente, con gravi difficoltà di tenuta dei conti, non può promettere per lunghi periodi. La Regione e personalmente il presidente Crocetta, si era impegnata ad elargire a favore del comune di Ribera un finanziamento per l’avvio dei lavori di ricostruzione di nuove case e anche nelle more, a garantire un contributo per sollevare queste famiglie dell’onere della spesa di affitto sostenuta. Garanzie che non sono supportate da fatti, da decreti, da somme effettivamente arrivate nelle casse del bilancio comunale. E il sindaco Carmelo Pace, alla luce dei fatti, ha convocato per lunedì prossimo, tutte le famiglie soggette a ordinanza di sgombero per illustrare lo stato dei fatti.
Il sindaco di Ribera vuole risposte concrete riguardo agli impegni assunti nei confronti degli “sventurati” cittadini, vuol capire come giuridicamente i soggetti che nel tempo hanno acquistato l’immobile possono rientrare nel finanziamento, rispetto a quelli che si pongono come assegnatari per cui risponde in proprietà l’IACP.
Una vicenda quella degli abitanti degli alloggi popolari di Largo Martiri di Via Fani a Ribera, che si complica di giorno in giorno e che ha prodotto un avviso di garanzia nei confronti del primo cittadino, per non aver dato seguito all’ordine di sgombero imposto dalla legge già lo scorso anno. Adesso anche il sequestro giudiziale che speriamo non comporti ulteriori intoppi alla già complicata e drammatica situazione degli ex residenti.